MARIA SS.MA
Le Apparizioni mariane. Tra prudenza cardinale e urgenza profetica
dal Numero 38 del 28 settembre 2014
di Cristiano Pietraviva

Come reagire di fronte a supposte Apparizioni della Santissima Vergine? Prudenza o urgenza? La risposta è semplice: “prudenza” e “urgenza” con equilibrio. Cosicché non si trascuri l’impellenza dei messaggi a causa di una eccessiva e pretenziosa “cautela”...

«Quando tacciono i segni della terra si fanno vivi quelli del cielo»: è questo, per padre Stefano De Fiores, il significato delle Apparizioni mariane. Questa frase densa di significato la pronunciò il 13 dicembre 2010, in occasione della presentazione in lingua italiana del Dizionario delle apparizioni della Vergine Maria di Renè Laurentin, realizzato con la collaborazione di Patrick Sbalchiero.
È davvero un lavoro enciclopedico quello del Mariologo francese con cui, tra le altre cose, voleva dare voce in maniera più seria, lavorata e approfondita ad una considerazione che spesso ha proposto durante interventi ed interviste sul tema delle Apparizioni mariane. Così in una sua intervista: «I buoni cristiani, che sono sensibili alle apparizioni, sono presi sovente tra due fuochi: “Prudenza!” dicono loro i preti. Quando un’apparizione non è riconosciuta, non andateci, non parlatene. “Urgenza!”, dice il messaggio. E se è Nostra Signora che viene sulla terra a richiamarci, a stare lontani sarebbe una colpa e un errore. Quando il segnale d’allarme avverte che c’è del fuoco, non si dice forse... “Mentre arrivano i pompieri, cominciamo a fare qualcosa?”.
Allora: prudenza o urgenza? Questo dilemma definisce il problema. Bisogna dire: urgenza e prudenza, non ci si sbaglierà rispondendo con urgenza al messaggio del Vangelo, che le apparizioni ci rammentano: conversione e preghiera, penitenza e digiuno, pace e riconciliazione. Si può rispondere a questi inviti... urgenti, restando prudenti, attenti al discernimento, docili alla Chiesa, rispettosi del suo giudizio, preoccupati del buon andamento delle cose».
Bene, urgenza e prudenza: gli ingredienti bisogna metterceli entrambi, senza trascurare né l’uno né l’altro. Ma cosa significano in concreto queste due parole? Come è possibile restare nell’equilibrio tra questi due atteggiamenti che tanto spesso si vedono in contrapposizione tra loro? Si passa talvolta da una credulità eccessiva e priva di discernimento di chi è convinto che ogni segnalazione di qualche manifestazione soprannaturale sia vera per il sol fatto che vi avvenga, all’eccesso opposto di chi manifesta per principio passività, opposizione, sospetto, svalutazione e, perfino, disprezzo.
«Gli atteggiamenti ottimali sono un attivo discernimento, una cauta apertura e una saggia accoglienza. Una volta appurata la serietà del fenomeno, non resta che accettare con gratitudine il carisma dei veggenti e approfondire il significato delle apparizioni» .
Spesso, infatti, avviene che «molti fedeli attuano una corsa al meraviglioso e allo straordinario che mal si compone con lo statuto di fede del cristiano e con il rispetto della gerarchia dei valori... Se [infatti la vita cristiana] è impostata prevalentemente alle mariofanie, diventa una spiritualità chiusa unilaterale, divelta dall’insieme del mistero cristiano» .
Dall’altra parte, l’indifferenza e la passività rappresentano «il rischio attuale dei cristiani colti, formati alla critica e al razionalismo [...]. Molti gruppi di élites paventano le apparizioni in ragione della difficoltà del discernimento e della facile degenerazione degli adepti nella perdita della gerarchia dei valori e nel naufragio della stessa presenza individuale». Molto spesso, però, si tratta di un pretesto per nascondere il disinteresse e anche uno spirito critico che vorrebbe fare totalmente a meno di questi interventi della Madre di Dio, considerati fonte di infantilismo spirituale e non necessari ad una autentica vita di fede del cristiano “adulto”.
Brutto atteggiamento questo, specialmente quando proviene dai Pastori della Chiesa perché nasconde, tra l’altro, la superbia di chi crede di saperne di più di Dio che sceglie, soprattutto nei nostri tempi, di mandare la Vergine Maria tra gli uomini per aiutarli a salvarsi e a sfuggire dai mali che incombono sul mondo a causa del dilatarsi delle strutture di peccato nella nostra società scristianizzata.
Evidentemente entrambi questi atteggiamenti sono da evitare assolutamente per permettere che gli interventi del Cielo siano da tutti accolti con le disposizioni giuste. La prudenza evangelica è virtù quanto mai necessaria nel campo delle rivelazioni e delle Apparizioni; tuttavia non meno importante è quella semplicità di cuore che sappia scorgere i segnali di Dio, i segni dei tempi che indicano alla Chiesa e all’umanità mali e antidoti per ogni tempo e che non possono essere trascurati con superficialità sprezzante perché è la Provvidenza divina che ce ne fa dono: «Se è vero che il discernimento ed il giudizio dei fatti soprannaturali esige sicuramente la prudenza del serpente, richiede però al tempo stesso il candore del bambino (Mt 10,16), perché questi fatti sono segni del Regno e questo Regno è stato promesso ai bambini, gli unici capaci di riconoscere le opere del Padre loro e di stupirsi della loro bellezza» .

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