MARIA SS.MA
“Dio è contento dei vostri sacrifici”: sulle labbra di Maria una parola che ci interroga
dal Numero 37 del 27 settembre 2020
di Fra’ Pietro Pio M. Pedalino

Sono passati più di 100 anni da quando la Madonna pronunciò queste parole a Fatima, ma il profondo senso cristiano di questo ammaestramento materno rimane intatto e non ha perso nulla della sua verità e validità.

  Sempre più fedeli cattolici, alle prese con problemi, sofferenze e tribolazioni di ogni sorta, si domandano il senso di tutto questo; altre sono sconvolte da ciò che accade nel mondo e dal come va la fede nella Chiesa e vorrebbero fare qualcosa per risollevare le sorti della Sposa di Cristo ma non sanno come. C’è una buona notizia: esiste una risposta ad entrambe queste perplessità. La risposta, ancora una volta, è nel messaggio di Fatima…

Andiamo indietro nel tempo. A quel 13 settembre 1917, fatidico giorno. A Cova da Iria, per la quinta volta, apparve la Madonna a tre fanciulli di cui noi tutti conosciamo il nome.
«Verso mezzogiorno i pastorelli uscirono di casa diretti alla Cova da Iria, con gravi difficoltà a causa dell’enorme ressa che si accalcava ovunque nel desiderio di vedere da vicino, toccare e parlare con i piccoli veggenti. Lucia racconta che era un po’ come era successo a Gesù quando camminava in Galilea e in Giudea. Alcuni signori li aiutarono a passare, aprendo loro la strada. Lucia racconta: “Arrivammo, infine, alla Cova da Iria, presso il leccio, e cominciammo a recitare il Rosario insieme alla gente. Poco dopo vedemmo il riflesso della luce e subito dopo la Madonna sopra il leccio.
- Continuate a recitare il Rosario per ottenere la fine della guerra. In ottobre verrà anche il Signore, la Madonna Addolorata, la Madonna del Carmine, san Giuseppe col Bambino Gesù, per benedire il Mondo. Dio è contento dei vostri sacrifici, ma non vuole che dormiate con la corda. Portatela soltanto di giorno.
- Mi hanno pregato di chiederle molte cose: la guarigione di alcuni malati, d’un sordomuto.
- Sì, qualcuno lo guarirò. Altri, no. In ottobre farò il miracolo, affinché tutti credano.
E cominciando ad elevarsi, sparì come le altre volte.
Una madre dolce, la Signora: si preoccupa del riposo dei bambini, i quali non hanno ancora nessuno che li orienti nelle loro penitenze. E trasmette loro un’informazione che è un balsamo in quel mare di sofferenza: “Dio è contento dei vostri sacrifici”.
Il Signore non li avrebbe lasciati ancora a lungo privi di qualcuno che li aiutasse a vedere la sua volontà nella notte della vita, che li guidasse nel giusto cammino: normalmente infatti Egli desidera che ricorriamo alla mediazione umana, affinché camminiamo con sicurezza secondo la sua volontà nella luce dell’obbedienza [...]. Nel mezzo di quella fitta notte, Lucia sollevava gli occhi al cielo e confidava nel Signore, da cui sapeva che proveniva l’aiuto, e ripeteva nel suo cuore dilaniato: “O Gesù, è per amor vostro, per la conversione dei peccatori e in riparazione dei peccati commessi contro il Cuore Immacolato di Maria”. Quant’era cresciuta interiormente quella bambina di soli dieci anni!» (1).

* * *

A questo punto una riflessione, direi, quasi si impone, ponendo attenzione su ciò che la Madonna trasmise ai tre Pastorelli quel 13 settembre 1917.

Dio è contento dei vostri sacrifici”: non c’è dubbio che una tale affermazione posta sulle labbra della Madre della Misericordia lasci pensosi ed è bene, è sacrosanto che sia così: dobbiamo restare seriamente pensosi perché Dio, attraverso gli interventi nel mondo della Madre della Chiesa, sta realizzando una grandiosa opera di restaurazione della fede nelle vite e nei cuori degli uomini, trasmettendo una fede autentica che può, però, attecchire e crescere solo laddove siano previamente disintegrate le sclerotiche e fasulle prospettive umane: idee, vedute, slogan che non hanno nulla a che fare con il Vangelo di Cristo.

È vero, abbiamo bisogno di conversione, di fede vera per credere e capire che “Dio è contento dei nostri sacrifici”: a Dio è gradita la sofferenza, non in se stessa perché nel suo progetto originario essa non doveva aver posto ma, a seguito del peccato di origine e dei continui peccati personali e delle strutture sociali di peccato, la sofferenza è, ormai, un’eredità ineluttabile di ciascun uomo.
Cristo che soffre e muore in croce per la redenzione del mondo ci insegna che la sofferenza non solo ha un senso ma ha pure un’efficacia: ad essa è legata la salvezza propria e altrui. Diceva san Pio da Pietrelcina: «Non amo la sofferenza per se stessa ma per ciò che mi ottiene: salva le anime e dà gloria a Dio».

Oggi, a poco più di 100 anni da quegli eventi e da quelle parole, la forza e l’efficacia degli ammaestramenti materni della Vergine del Rosario di Fatima non hanno perso nulla della loro validità e granitica solidità.

“Quei sacrifici” di cui Dio è contento sono quelli che ogni giorno ci sono proposti, volontari e involontari; è l’eredità che a ciascuno di noi viene affidata. Chiediamo al Cuore Immacolato di Maria di insegnarci la via della Sapienza che coincide con la regale via della santa Croce. Ci insegni ad usare bene le sofferenze ed i sacrifici della nostra vita, a non lamentarci ma, come il saggio Giobbe, a benedire Dio ricordando in ogni momento che «Deus dedit Deus abstulit» (Dio ha dato e Dio ha tolto - Gb 1,21), così come a Lui è piaciuto, piace e piacerà, nella sua amorosa Provvidenza.
In realtà, anche quando toglie è sempre per dare di più in grazie, benedizioni e meriti perché è un immenso tesoro spirituale quello che si acquista per mezzo della sofferenza offerta con amore. È, questo, un grande segreto per la vita spirituale e per la propria ed altrui felicità. Ed è sia la ragione fondamentale per cui Dio continua a permettere tutto questo dolore nella vita delle anime a Lui care, sia il mezzo soprannaturalmente fecondo per operare a beneficio della Chiesa, iniettando nel suo Corpo e nella sua Anima linfa vitale per il di Lei futuro risollevamento – il profetizzato Trionfo del Cuore Immacolato – dopo la tragedia anticristica che si sta consumando nel nostro tempo ma che, preghiamo e speriamo, presto avrà fine. 


Nota

1) Carmelo di Coimbra (a cura di), Un cammino sotto lo sguardo di Maria. Biografia di suor Lucia di Gesù e del Cuore Immacolato di Maria, Edizioni OCD, Roma 2014, pp. 94-95.<!-- /* Font Definitions */ @font-face {font-family:"?? ??"; mso-font-charset:78; mso-generic-font-family:auto; mso-font-pitch:variable; mso-font-signature:1 134676480 16 0 131072 0;} @font-face {font-family:"Cambria Math"; panose-1:2 4 5 3 5 4 6 3 2 4; mso-font-charset:0; mso-generic-font-family:auto; mso-font-pitch:variable; mso-font-signature:-536870145 1107305727 0 0 415 0;} @font-face {font-family:Cambria; panose-1:2 4 5 3 5 4 6 3 2 4; mso-font-charset:0; mso-generic-font-family:auto; mso-font-pitch:variable; mso-font-signature:-536870145 1073743103 0 0 415 0;} @font-face {font-family:InriaSerif-Italic; panose-1:0 0 0 0 0 0 0 0 0 0; mso-font-alt:"Inria Serif Italic"; mso-font-charset:77; mso-generic-font-family:auto; mso-font-format:other; mso-font-pitch:auto; mso-font-signature:3 0 0 0 1 0;} /* Style Definitions */ p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal {mso-style-unhide:no; mso-style-qformat:yes; mso-style-parent:""; margin:0cm; margin-bottom:.0001pt; mso-pagination:widow-orphan; font-size:12.0pt; font-family:Cambria; mso-fareast-font-family:"?? ??"; mso-bidi-font-family:"Times New Roman";} .MsoChpDefault {mso-style-type:export-only; mso-default-props:yes; font-size:10.0pt; mso-ansi-font-size:10.0pt; mso-bidi-font-size:10.0pt; font-family:Cambria; mso-ascii-font-family:Cambria; mso-fareast-font-family:"?? ??"; mso-hansi-font-family:Cambria;}size:612.0pt 792.0pt; margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; mso-header-margin:36.0pt; mso-footer-margin:36.0pt; mso-paper-source:0;} div.WordSection1 {page:WordSection1;}

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