MARIA SS.MA
La Veste che salva. Lo Scapolare della Madonna del Carmine
dal Numero 28 del 12 luglio 2020
di Padre Giorgio Maria Faré

Come nella famiglia è la madre che si occupa di vestire i figli, così la Santa Vergine, donandoci l’abitino del Carmelo si preoccupa con amore materno di rivestirci spiritualmente e proteggerci dal male. Quella del santo Scapolare è una devozione ancora valida e attuale, come confermano le apparizioni mariane di Lourdes e Fatima.

Il 16 luglio ricorre la memoria della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo, per i Carmelitani la maggiore solennità dell’anno. Alla devozione per la Madonna del Carmine è strettamente associata la pratica della vestizione del suo “abitino”.

Da dove traggono origine questa festa e lo Scapolare?


Occorre innanzi tutto dare qualche cenno sulle origini dell’Ordine Carmelitano. L’Ordine sorse spontaneamente a partire da monaci eremiti che, fin dai primi secoli, si ritiravano sulle pendici del Monte Carmelo in Palestina per vivere una vita di contemplazione sull’esempio del profeta Elia. Nel XIII secolo il loro numero era cresciuto tanto da richiedere una Regola. La prima stesura avvenne nel 1206 per mano di sant’Alberto, patriarca di Gerusalemme, ma si dovettero attendere quarant’anni perché si concludesse l’iter di approvazione. Il Concilio Lateranense IV poneva infatti difficoltà sulla costituzione di nuovi Ordini religiosi.

Allo stesso tempo i religiosi dovettero fuggire verso l’occidente a causa delle persecuzioni loro inflitte dai maomettani che si erano impossessati della Terra Santa e questo comportò un profondo cambiamento del loro stile di vita. L’Ordine Carmelitano si trovava perciò in un momento di grandi mutamenti e incertezze.

In questo clima travagliato, il 16 luglio del 1251, la Madonna apparve a san Simone Stock, priore generale dell’Ordine, e gli consegnò lo Scapolare con queste parole: «Ricevi, figlio dilettissimo, lo Scapolare del tuo Ordine, segno della mia fraterna amicizia, privilegio per te e per tutti i Carmelitani. Coloro che moriranno rivestiti di questo Scapolare non andranno nel fuoco dell’Inferno. Esso è un segno di salvezza, di protezione e di sostegno nei pericoli e di alleanza di pace per sempre».

Lo scapolare che i monaci portavano sopra all’abito, vale a dire la striscia di stoffa che ricopriva il petto e le spalle, divenne per il Carmelitani un segno di protezione e devozione mariana, pegno dell’amicizia e intercessione della Madre di Dio.

Da allora, i Carmelitani iniziarono a celebrare il 16 luglio come festa mariana in ringraziamento degli straordinari benefici ricevuti: il titolo di “Fratelli” della Beata Vergine Maria, il riconoscimento ufficiale dell’Ordine e la promessa di salvezza annessa al dono dello Scapolare.

La popolarità della festa e la devozione dei fedeli verso la Madonna del Carmine aumentò sempre più, perciò papa Benedetto XIII estese la festa a tutta la cristianità e la incluse definitivamente nel Calendario liturgico della Chiesa universale con una bolla del 24 settembre 1726.

Il Privilegio Sabatino

Non paga di avere già offerto un dono così grande, la Madonna elargì un’altra straordinaria grazia a coloro che indossano lo Scapolare. Apparendo a papa Giovanni XXII alcuni decenni dopo la prima apparizione a san Simone Stock, concesse quanto segue: «Coloro che sono stati vestiti con questo santo abito saranno tolti dal Purgatorio il primo sabato dopo la loro morte».

Papa Giovanni XXII confermò questa concessione nella celebre Bolla Sabatina del 3 marzo 1322. In questa si precisava che le condizioni richieste per poter beneficiare del Privilegio Sabatino sono: indossare lo Scapolare, condurre una vita casta secondo il proprio stato (1) e recitare ogni giorno il Piccolo Ufficio della Madonna (oppure la Liturgia delle Ore) (2).

Attualità e valore dello Scapolare

Sono stati sollevati dubbi sulla storicità dell’apparizione a san Simone e si è discusso a lungo sull’autenticità della Bolla Sabatina. Tuttavia, possiamo avere certezza delle promesse annesse all’uso dello Scapolare grazie alle numerose conferme da parte di molti papi, tra i quali anche san Pio V e san Pio X. I vantaggi del Privilegio Sabatino sono stati confermati dalla Sacra Congregazione delle Indulgenze il 14 luglio 1908 (3).

L’importanza della Festa della Madonna del Carmine venne sottolineata a Lourdes poiché la Vergine Immacolata apparve l’ultima volta a santa Bernadette proprio il giorno 16 luglio.

Ogni incertezza circa il valore dello Scapolare, infine, venne fugata il 13 ottobre 1917, durante l’ultima apparizione a Fatima. Mentre oltre 70.000 persone assistevano al “miracolo del sole”, la Madonna si mostrò ai tre Pastorelli sotto l’aspetto di Madonna del Carmine con in braccio Gesù Bambino ed entrambi erano nell’atto di porgere lo Scapolare del Carmelo.

Papa Pio XII, grande promotore della devozione mariana, riprese il legame tra il Cuore Immacolato e lo Scapolare. Scrisse infatti: «[Lo Scapolare] sia il simbolo della consacrazione al Cuore Immacolato di Maria», e anche: «Non si tratta di cosa di poco conto, ma dell’acquisto della Vita eterna, in virtù della tradizionale promessa della Beata Vergine. Si tratta infatti dell’impresa più importante e del modo più sicuro di attuarla...» (4).

Durante il pontificato di san Giovanni Paolo II la Congregazione per il Culto Divino si è espressa così: «Lo Scapolare è segno esteriore del particolare rapporto, filiale e confidente, che si stabilisce tra la Vergine, Madre e Regina del Carmelo, e i devoti che si affidano a Lei in totale dedizione e ricorrono pieni di fiducia alla sua materna intercessione; ricorda il primato della vita spirituale e la necessità dell’orazione. [...]. Lo Scapolare è imposto con un particolare rito della Chiesa, in cui si dichiara che esso “richiama il proposito battesimale di rivestirci di Cristo, con l’aiuto della Vergine Madre, sollecita della nostra conformazione al Verbo fatto uomo, a lode della Trinità, perché portando la veste nuziale, giungiamo alla patria del cielo”» (5).

Perché è necessario indossare lo Scapolare per ottenerne i benefici?

«La religione è essenzialmente interiore. Consiste nel conoscere e nell’amare Dio, sottoponendo la nostra volontà alla Sua. Questi atti sono propri dell’anima razionale e spirituale. Ma in noi vi è anche un corpo. [...]. Una religione puramente spirituale, come è quella degli angeli, quantunque molto bella, non corrisponde alle esigenze reali della nostra natura. Per questo il culto esteriore è sempre stato in uso nella Chiesa Cattolica, e la Liturgia, con il suo apparato di riti e oggetti sacri, è stata in ogni tempo di valido aiuto alle anime per elevarsi a Dio» (6).
I riti e gli oggetti sacri hanno funzione simbolica e causativa. Nel caso dello Scapolare, la funzione simbolica dell’oggetto è quella di farci memoria di Maria Santissima, che ce ne fece dono, e delle promesse ad esso legate. Serve a ricordarci che Ella ci ama, si interessa a noi e che dunque possiamo confidare in Lei e invocarla sempre.

Notiamo che la Madonna ha scelto di donare, nello specifico, una veste. Poiché nella famiglia è tradizionalmente la madre che si occupa di vestire i figli, lo Scapolare simboleggia la sua cura materna verso di noi. Un vestito, inoltre, protegge il corpo dalle intemperie. Con l’Abitino del Carmelo, la Madonna vuole significare il suo impegno a rivestirci della sua protezione, per difenderci e proteggerci dalle tentazioni e dal male.

Ricordandoci l’amore della Madre, lo Scapolare ci invita anche alla corrispondenza e all’imitazione delle virtù materne.

Lo Scapolare, infine, non è solo un segno, ma è anche un segno efficace. In virtù della sua forza creatrice, Dio può dare ad un segno sensibile la capacità di comunicare la cosa significata, anche spirituale. Così è dei Sacramenti, che sono «segni efficaci della grazia». Segni, in quanto rappresentano una realtà distinta da loro; efficaci, in quanto danno ciò che significano.

Possiamo dire che lo Scapolare comunichi l’efficacia della grazia che significa? «Le parole della Vergine a san Simone Stock suonano così: “Questo sarà per te e per tutti i Carmelitani il privilegio, che chiunque morirà con questo (Scapolare) non patirà il fuoco eterno”. La Vergine Santissima non promette di salvare i suoi devoti, o quanti l’onoreranno in qualsiasi modo. La salvezza è legata esclusivamente al santo Scapolare, anzi, con maggior precisione, al santo Scapolare rivestito in punto di morte. È dunque proprio lo Scapolare che salva. [...]. Lo Scapolare non riceve questa sua efficacia salvatrice dalla sua materialità. [...]. Lo Scapolare salva in virtù della mediazione di Maria. La Santa Vergine, secondo la dottrina ormai accettata dalla Chiesa, è la Mediatrice di tutte le grazie. [...]. E di fatto ha legato la grazia immensa della certa liberazione dall’inferno, al portare lo Scapolare in punto di morte.

Possiamo quindi affermare che lo Scapolare è un segno efficace di salvezza. Simboleggia e realizza la protezione e la difesa dell’anima dai pericoli maggiori, specialmente dalla perdizione eterna» (7).

Occorre ricordare che le promesse della Vergine Maria circa lo Scapolare del Carmelo non sono da intendersi come un automatismo che esime da una vita virtuosa. Lo Scapolare non è un “portafortuna” o un amuleto e commetterebbero un grave errore coloro che si permettessero di condurre una vita deliberatamente peccaminosa presumendo di salvarsi solo perché indossano lo Scapolare. Molti papi e teologi hanno spiegato che solo chi abbia fedelmente usato lo Scapolare con vera devozione riceverà dalla Regina del Cielo la grazia della contrizione e della perseveranza finale.

Il Perdono del Carmine

Alla festa della Madonna del Carmine è anche annessa l’indulgenza plenaria detta “Perdono del Carmine” (8). Dal mezzogiorno del 15 luglio e per tutto il 16 luglio, si può acquistare l’Indulgenza plenaria visitando una chiesa Carmelitana e recitando, durante la visita, il Credo e il Padre nostro. Vanno soddisfatte anche le consuete condizioni per l’Indulgenza plenaria: Comunione sacramentale, Confessione, distacco dal peccato anche veniale e preghiera secondo le intenzioni del Santo Padre.  

* Per informazioni e chiarimenti: faregiorgio@gmail.com


NOTE

1) La precisazione “secondo il proprio stato” significa che anche i coniugati possono accedervi, purché vivano il loro matrimonio secondo quanto prescrive la Chiesa. Di fatto, questa condizione è automaticamente soddisfatta per i cristiani che osservano i Comandamenti di Dio, in quanto una vita casta è richiesta indistintamente a tutti i battezzati in forza del sesto Comandamento.

2) La norma precisava che chi fosse analfabeta, e quindi impossibilitato a recitare l’Ufficio, avrebbe validamente assolto la condizione astenendosi dalle carni ogni mercoledì e ogni sabato, in aggiunta al venerdì richiesto dal precetto della Chiesa. Questa condizione del magro non è richiesta a chi recita l’Ufficio.

3) Indulgentiarum, privilegiorum et indultorum confratribus S. Scapularis B. M. V. de Monte Carmelo a Romanis Pontificibus concessorum, in ASS 41, 1908, pp. 609-610.

4) Venerabile Pio XII, Lettera Neminem profecto latet, 11 febbraio 1950, in AAS 42, 1950, pp. 390-391.

5) Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, Direttorio su pietà popolare e liturgia - Principi e orientamenti, Città del Vaticano 2002, n. 205.

6) Padre Albino del B. G., OCD, Sacramento di Maria, Atti del Congresso Internazionale Carmelitano per il settimo Centenario del Sacro Scapolare, 1950.

7) Ibidem.

8) Il Perdono del Carmine fu concesso da papa Leone XIII il 16 maggio 1892. Fu temporaneamente sospeso nel 1965, insieme a tutte le indulgenze previgenti, con la promulgazione della Costituzione Apostolica Indulgentiarum Doctrina dovuta a Paolo VI. Nel marzo 1968 fu comunicata all’Ordine la conferma dell’Indulgenza, con condizioni riviste in linea con i criteri dell’Enchiridion indulgentiarum del 1968.

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