MARIA SS.MA
Maria, Carne Immacolata del Verbo
dal Numero 1 del 6 gennaio 2013
di Padre Luca M. Genovese, FI

Davvero interessanti le riflessioni teologiche di Cassiodoro, fondatore di una fiorente comunità di monaci dediti allo studio e alla trasmissione dei testi sacri e patristici. Ecco come collega, con mirabile intuizione, la Carne immacolata di Cristo alla Carne immacolata di Maria e della Chiesa.

Il dotto funzionario del re goto Teodorico, Cassiodoro (†580), dopo la morte del suo datore di lavoro, Teodorico appunto, decise di dedicarsi completamente a Dio e alla letteratura teologica, cercando di salvare i testi degli scrittori sacri in circolazione in un’epoca di grande decadenza culturale e morale, prima cercando di fondare un centro di raccolta a Roma sotto la guida del papa Agapito e poi, alla morte di questo (536), creando un grande monastero nella sua terra d’origine, la Calabria, chiamato “Vivarium” (acquario) e dando vita ad una fiorentissima vita religiosa fondata, oltre che sulla preghiera, sullo studio e la trasmissione dei testi sacri e patristici anteriori. Salvò così parecchie opere dalla distruzione e dette la possibilità a molti di santificarsi per mezzo della salvaguardia di opere letterarie di immenso valore, opera che sarà proseguita con successo dagli amanuensi benedettini.
     Egli stesso fu autore di opere di gran pregio tra le quali la Storia dei Goti, presso i quali aveva prestato i suoi servigi, e il famoso Institutiones divinarum litterarum, una specie di “Manuale di scienze sacre” ad uso dei monaci, per imparare a comprendere le opere teologiche con annesso un rudimentale catalogo di tutte le opere ecclesiastiche conosciute fino allora.
    La precisione e la puntualità del suo lavoro di compilatore non gli impedì di dedicarsi anche personalmente alla riflessione teologica. Dalla sua penna sono uscite opere di sintesi e di meditazione cristiana e mariana: un vero monaco non può non essere devoto della Vergine!
    Ecco una sua bellissima intuizione sulla Concezione del Verbo Incarnato da parte di Maria Santissima: «In realtà la nostra vita è Dio, che ha unito a sé la carne assunta dalla Vergine Maria, l’ha fatta propria e l’ha apertamente dichiarata vivificatrice, come Egli stesso dice nel Vangelo: “In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita” (Gv 6,54). E benché questa carne sia stata assunta dalla natura umana, tuttavia non dobbiamo ritenerla macchiata dal contagio del peccato; al contrario dobbiamo crederla adorabile, salutare e vivificatrice, proprio perché essa rimette i peccati per mezzo del Verbo al quale è intimamente unita» .
    La carne immacolata del Verbo di Dio, viene da Maria. Senza di Lei non ci sarebbe il Verbo Incarnato, non ci sarebbe la presenza di Cristo nel mondo e la salvezza di ogni uomo. Quella carne di Maria, che è la carne di Cristo, così pura e santa, non macchiata da alcun peccato, noi la assumiamo nella Santissima Eucaristia ed è «adorabile, salutare e vivificatrice» e capace di rimettere i nostri peccati. Sembra che non ci sia più nessuna barriera tra Cristo e Maria, dato che la loro umanità è identica. Se per Cristo è assunta l’umanità di Maria, per Maria in quella stessa carne è assunta la divinità di Cristo, ma entrambi, Cristo e Maria, sembrano orientati all’unisono e con le stesse potenze verso il medesimo scopo: la salvezza dell’uomo, l’universale santificazione.
    «“Scenderà come pioggia sull’erba, come acqua che irrora la terra” (Sal 71,6). Con questa espressione il salmista espone il mistero della gloriosa nascita. Infatti il Signore delle potenze, davanti al cui cospetto la terra trema e si scuote, ogni creatura si turba e niente può sostenerlo, quando con un manifesto atto del suo potere ha voluto essere conosciuto, ha deciso di discendere in modo impercettibile e senza alcuno strepito in un seno verginale, proprio come la pioggia sul vello di un’agnella. In questo modo Egli, temperando la sua inesprimibile potenza, ha mostrato ancora di più il suo eccezionale potere, come dice l’Apostolo: “Cristo, pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio, ma spogliò se stesso assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini e apparendo nella forma umana” (Fil 2,6-7). Ma consideriamo ora quale sia stata la somiglianza posta per un così straordinario evento. I velli sono la lana delle pecore; essi ricevono l’acqua senza essere stati scissi, anzi restano perfettamente integri. Ascoltate voi che siete increduli e provate una sorta di fastidio nel credere che una simile cosa si possa verificare anche per l’eccelsa divinità, mentre voi la giudicate normale per creature di poco conto. Il salmista aggiunge: “Come acqua che irrora la terra”, cioè come acqua che scende assai leggermente come rugiada. Ora, se tu consideri queste cose con mente pura, non dubiterai più del parto della Vergine» .
    Come la pioggia sul vello, sulla scorta del salmo, Cassiodoro vede la discesa di Dio nel grembo della Vergine. La lana delle pecore rimane intatta nonostante la pioggia, non cambia la sua natura, non si scinde, e così la natura umana della Vergine non cambia dal contatto col divino, ma anzi si potenzia a tal punto da dar vita ad una nuova generazione, stavolta spirituale: quella di tutte le nuove creature umane concepite per formare la Chiesa: «“Là pose una tenda per il sole che esce come sposo dalla stanza nuziale, esulta come prode che percorre la via” (Sal 18,6). Il salmista parla di Cristo Signore che, come sposo della sua Chiesa, è uscito dalla sua stanza nuziale, cioè dal seno verginale di Maria. Così con una grande similitudine ha esposto il mistero della sua Incarnazione. Cristo, infatti, con mirabile decreto è uscito da un seno integro per riconciliare il mondo con Dio. Con amore di sposo ha unito a sé la Chiesa; per questo giustamente è nato dalla Vergine e si è unito ad essa mediante una santa unione» .
    La carne immacolata di Maria in questo modo non è solo la carne immacolata di Cristo, ma anche la carne immacolata della Chiesa. Il primo ed unico connubio con l’umanità il Signore l’ha realizzato per mezzo di Maria Santissima e quindi è solo per mezzo di Lei che può nascere la Chiesa, nuova creatura degli uomini redenti. La discendenza di Cristo nasce dalla sua unione con la Vergine. È necessario quindi rinascere in questa splendida Madre per divenire Chiesa, nuova Creatura e Figliolanza e Sposa del Verbo Incarnato. Un intenso programma di vita che ci vede debitori sia verso Cristo, sia verso Maria per essere Chiesa, cioè comunità di redenti e senza macchia destinati al Cielo.