MARIA SS.MA
Alla culla di Maria i primi raggi di Luce
dal Numero 34 del 3 settembre 2017
Del ven. J. J. Olier

Le seguenti pagine tratte dagli scritti mariani del venerabile Jaen Jacques Olier, grande innamorato e apostolo di Maria Santissima, tentano, per quanto è possibile a umana creatura, di svelare i misteri racchiusi nella concezione e nascita della Beata Vergine Maria, per coglierne tutte le sfumature di grazia divina a beneficio delle nostre anime.

Oltre a essere preservata dal crimine originale, Maria è tutta piena dello Spirito Santo e delle sue grazie, sin dal primo istante della sua concezione: chi altro da Dio può comprendere l’estensione delle perfezioni di cui essa fu dotata? [...]. I lumi che Dio le dà non sono affatto comprensibili alle altre semplici creature. Vede Dio in Se stesso, più chiaramente di quanto lo ebbero visto gli angeli al momento della loro creazione, essendo essi ancora nella prova. Lo vide nell’opera della creazione più perfettamente di quanto lo ebbe visto Adamo nello stato d’innocenza, o Salomone al punto più alto dei suoi lumi divini. Vede Dio nella Trinità delle sue Persone, nella generazione del suo Verbo, nella processione del suo Spirito, nei misteri di Gesù Cristo e della sua Chiesa, più chiaramente di quanto lo ebbero mai visto Abramo, Davide e gli altri profeti nelle loro visioni, più perfettamente di quanto lo avrebbero visto gli apostoli, i più grandi santi della Chiesa cristiana e tutti i più celebri dottori che mai vi saranno.
A questa estensione prodigiosa di lumi risponde un amore verso Dio che sorpassa tutto quell’amore che vi sarebbe mai stato nei santi al momento della loro morte; negli apostoli, quando sarebbero arrivati al raggiungimento e alla consumazione della loro santità, più di quello che sarebbe mai stato donato a tutti gli uomini insieme fino alla fine del mondo. Infine Ella sola racchiude in sé tutti i diversi gradi d’amore di Dio presenti tra gli angeli e anche incomparabilmente più di quanto ve ne sia nei serafini e in tutte le gerarchie. [...].
Ma, per una scelta segreta della sua sapienza, Dio non le fa conoscere ancora tutti i suoi disegni su di Essa. Se nella sua concezione Ella vede discoperti i misteri di Gesù Cristo, pensa che Lei vi avrà parte in qualità di serva e non in qualità di madre. E come il Verbo divino incarnandosi deve consacrarsi a suo Padre a titolo di servitore e di offerta sacrificale per la sua gloria, la Santissima Vergine, nella sua concezione, riempita delle medesime disposizioni che dovevano essere un giorno in Gesù Cristo, di cui Ella è l’immagine perfetta, si offre e si consacra a Dio in qualità di ostia e di servitrice, disposizioni che conserverà sempre nel suo Cuore e di cui renderà testimonianza all’angelo con queste parole: «Eccomi sono la serva del Signore».
Vedendo nondimeno già in anticipo che avrebbe portato tutto il mondo a Lui, e che lo avrebbe fatto conoscere e amare più di quanto avrebbero fatto insieme tutti gli apostoli e i predicatori, quest’Anima santa, che deve essere la Madre della Chiesa, rende a Dio, al momento della sua creazione, tutti gli omaggi possibili: si offre a Lui in tutto ciò che è e che sarà mai, in modo che presenta con essa tutta l’estensione delle nazioni che dovranno un giorno servirla. Nell’offerta che fa di se stessa e in questa volontà di consacrarsi in tutto ciò che è e che sarà in seguito, noi siamo stati dunque compresi, santificati e dedicati a Dio, che ha accettato sin da allora questa consacrazione universale e ha ricevuto a Sé tutte queste nazioni, come l’ha fatto nel corso dei secoli quando queste sono venute a Lui esteriormente e hanno ratificato questa medesima offerta. Perciò non dubitiamo affatto che gli angeli di tutti gli ordini, ai quali Dio l’ha donata sin da allora come loro Regina, siano venuti alla presenza di quest’Arca di grazia per ammirare l’estensione delle grandezze e delle perfezioni che vi erano state racchiuse da Dio.
La culla di Maria è la scuola di questi spiriti celesti: in un istante apprendono più da Ella riguardo la saggezza e la perfezione di Gesù Cristo di ciò che otterrebbero da san Paolo durante tutta la vita di quest’apostolo. Gli angeli erano tutti là ammirati di vedere la santità di quest’anima e la sua elevazione incomprensibile negli omaggi che già offriva a Dio: Ella sola rendeva più onore a Dio di quanto non gliene procurino nelle loro tre gerarchie e nei loro nove cori insieme. Ciò li obbliga a prenderla per loro interprete e per loro lode. Da questo momento tutto il Cielo è come disceso in terra.
Se la Santa Vergine rallegra così le gerarchie celesti, allo stesso tempo riempie di terrore gli angeli malvagi: tutto l’inferno comincia a tremare alla vista di questa luce divina e di questo santo splendore. Se un’anima di puro amore fa fuggire e tremare il demonio, cosa succederà mai con Maria? Da sola Ella è terribile per questi spiriti maligni, tanto quanto lo sarebbero legioni di angeli buoni che ricevessero l’ordine di precipitarli negli inferi. “Ella è terribile come un esercito schierato in battaglia”, dice la Chiesa: «Terribilis ut castrorum acies ordinata», perché contiene realmente, da sola, tutto lo splendore e la luminosità di ciascuna delle milizie del Cielo o, ancor più, ispira più terrore che l’inferno stesso, avendo ricevuto da Dio, Lei sola, l’ordine e il comando di schiacciare la testa al demonio: «Ipsa conteret caput tuum».
Infine, nella sua concezione, è un soggetto per cui gli uomini si rallegrano, poiché Ella può tutto per la riconciliazione dei peccatori. In effetti è così amabile e mirabile agli occhi di Dio che chiunque la conoscesse e invocasse la sua potenza, per quanto peccatore e maledetto sia, deve aspettarsi la misericordia. Quand’anche fosse un’anima perduta, come Raab, o un’idolatra pubblica, come Babilonia, il suo peccato sarà dimenticato. È vero che la concezione di Maria era stata ignorata dagli uomini nel momento in cui ebbe luogo, ma Dio si riservava di manifestarla più tardi a tutti i popoli e di riempire i loro cuori di sentimenti di rispetto, di onore, di riconoscenza per Maria, sin da questo primo istante della sua vita. Voleva che tutti i fedeli, che allora Ella aveva offerto insieme a sé, comprendessero un giorno e conservassero inciso in fondo a loro stessi, sino alla fine dei tempi, l’obbligo che avevano verso di Lei per la sua amorosa e materna sollecitudine e che questo giorno felice fosse per sempre un giorno di gioia pubblica e universale per tutti i cristiani.
È ciò che vediamo nelle feste delle due entrate della Santissima Vergine nel mondo, la sua santa Concezione e la sua Natività, che la Chiesa celebra ogni anno e che ama considerare come l’aurora della felicità che l’Incarnazione le ha procurato. L’aurora quando incomincia ad apparire nel mondo libera gli uomini dagli orrori della notte e dà loro la speranza certa della venuta del sole, di cui porta con sé i primi effetti. Per la sua Concezione e la sua Natività, Maria fu dunque come l’aurora di Gesù Cristo: annunciò la pienezza della sua luce e la nostra liberazione dalle ombre della morte e del peccato. È per questo che la Chiesa, che si ritiene felice di essere stata offerta a Dio da questa Vergine divina, non si dimentica in questi santi giorni di ripetere nei suoi canti di giubilo queste parole di lode, di benedizione e di ringraziamento: «O santa Madre di Dio, la vostra Concezione e la vostra Natività – principio della vita di Gesù Cristo e di tutte le sue membra – è argomento di gioia per tutto l’universo; la vostra Concezione è la luce di tutte le Chiese» che, contenute in voi, hanno fatto parte della vostra offerta e sono state gradite con voi dal Signore. Tocca a ogni uomo ratificare attualmente questa offerta, soprattutto nell’anniversario di questi santi giorni, e di votarsi e consacrarsi a Dio tanto fedelmente e inviolabilmente quanto ha fatto Maria, per Lei e per tutti, venendo al mondo.  


Pratiche del venerabile Olier per onorare la concezione e la natività di Maria

1) Conformandomi all’uso della Chiesa di venerare il santo mistero dell’infanzia di Nostro Signore lungo sei settimane, prenderò, per onorare quella della Santissima Vergine, tutto il periodo che separa la sua Natività dalla Presentazione al Tempio. È vero che tale mistero, quanto alla sua esteriorità, è passato ma l’interiorità sussiste ancora: tutto ciò che Maria ha sempre avuto di virtù, di grazie, di sentimenti verso Dio e di sante disposizioni, rimangono permanentemente in Lei, così che noi li troviamo sempre uguali, come Gesù porta sempre nella sua interiorità lo spirito e le disposizioni interiori di tutti i misteri della sua vita. Durante questo spazio di tempo renderò i miei omaggi a questa Bimba benedetta. Renderò omaggi a questo santo tabernacolo, questa interiorità nascosta alla maggior parte degli uomini, benché sia mille volte più gradita a Dio di quanto non lo fossero l’arca dell’alleanza e il tempio di Salomone, che non erano che figure morte e senza vita.
Lo spirito della santa infanzia così necessario, secondo il Vangelo, per entrare nel Regno di Dio è assai raro nella Chiesa. Forse ciò nasce dalla mancanza di amore e di rispetto verso l’infanzia di Gesù e di Maria. È una benedizione senza pari che la misericordia di Dio ci faccia dedicare a ciò e ce ne doni una speciale devozione. Mi sembra che la vita, non solamente di un uomo ma di tutti i cristiani, sarebbe ben spesa nella venerazione del mistero della natività di Maria. [...].
2) Si ringrazierà la Santissima Trinità di tutti i benefici di cui ha colmato il genere umano, facendolo nascere dal nulla, riscattandolo per Gesù Cristo e santificandolo tramite il suo divino Spirito. Soprattutto si benedirà la Santissima Trinità d’aver scelto, a preferenza di tante altre creature possibili, la figlia di sant’Anna e di san Gioacchino per essere la sposa beneamata del Padre, la degna madre del Figlio, il tempio più augusto dello Spirito Santo, e, infine, la madre più amabile e misericordiosa di tutti gli uomini.
3) Onorando in seguito il santo mistero della Natività di Maria, si adorerà lo Spirito Santo che spinge questa creatura, non appena comincia a far uso delle sue facoltà, non solamente ad offrire se stessa per sempre alla gloria di Dio, in tutto ciò che è e in tutto ciò che potrà fare e soffrire, ma anche a consacrargli tutta la Santa Chiesa, come una porzione di se stessa; inoltre spinge questa divina Vergine, che santifica così incessantemente la Chiesa intera, a non smettere più, da questo momento in poi, di offrirgliela perché Egli sia con Lei una sola e medesima ostia alla gloria di Dio. In vista di ratificare questa offerta ci si abbandonerà allo spirito santo di Gesù Cristo affinché in Maria prenda possesso di noi stessi, come fossimo qualche cosa di Lei stessa, e che a Lui appartiene per un milione di titoli. Offrendo a Lui tutto ciò che siamo, tutto ciò che ci appartiene o può dipendere da noi, come i nostri pensieri, i nostri desideri, le nostre parole e le nostre opere; condannando e detestando come indegno d’un figlio di Dio tutta la nostra vita passata, che non è stata impiegata al suo servizio, e non volendo più disporre della nostra vita che per consacrarla a Lui interamente. Lo supplicheremo per questo che faccia di noi ciò che vuole, per tutti i giorni della nostra vita; che usi della potenza che vorrà sul nostro interiore e sul nostro esteriore, che Egli ne sia il solo e unico direttore: distaccandoci totalmente da noi stessi, vivificando il nostro spirito con la fede in Lui, il nostro cuore con la sua carità e tutte le nostre facoltà con la sua santa virtù, per essere altri Gesù Cristo in sua Madre e per mezzo di sua Madre, essendo incantati di essere debitori a Maria di tutte le grazie che riceveremo in futuro, come sino ad ora abbiamo tutto ricevuto per mezzo suo.
4) Si invocherà lo stesso Spirito per entrare in se stessi in partecipazione alla vita e ai sentimenti di Gesù Cristo diffusi in Maria: tra gli altri di quel profondo annientamento davanti a Dio, da cui Ella mai si è separata; della sua penitenza interiore in favore di tutti gli uomini, che non ha mai interrotto, per l’amore che portava a Dio e al genere umano; della sua abnegazione totale di se stessa. Domandiamo a Dio, nella Santissima Vergine, che gli piaccia concederci la grazia di trascorrere questa giornata, e tutti i giorni della nostra vita, in queste stesse disposizioni e in unione perfetta allo spirito di suo Figlio, per avanzare nella perfezione delle sue vie. Troviamo, in effetti, tutto nel santo mistero della Natività di Maria: vi troviamo la forza e la potenza che possono farci sperare nelle nostre infermità; la luce desiderabile nelle nostre oscurità e nei nostri errori; tutta la bontà per alleggerirci nelle nostre miserie; tutta la santità per purificarci e guarirci dalle nostre malvagie abitudini. Nelle dolci lacrime e nei pianti di Maria Bambina si vede rilucere la penitenza con cui la sua anima innocente offre a Dio i più puri sentimenti in favore dei peccatori; si vede in Lei una modestia religiosa verso Dio e una continua occupazione interiore; e, benché piena di sapienza divina, si mantiene in un silenzio incantevole. Si vede in Lei la dolcezza, la povertà, la pazienza e tra poco tempo si ammirerà la sua obbedienza ai suoi genitori e il suo rispetto verso Dio nelle loro persone. Infine si possono imitare mille delle sue virtù e ammirare un milione d’altre che gli angeli onorano e ammirano continuamente e ai quali noi possiamo e dobbiamo unirci nella fede, per glorificarla in tutto ciò che Dio la fa essere, per partecipazione alle sue ammirabili perfezioni.