SPIRITUALITÀ
Tutto è stato fatto per Lui
dal Numero 29 del 19 luglio 2015
di Paolo Risso

“Chi è Gesù Cristo? Chi è per voi Gesù Cristo?”. è la “domanda fondamentale”, l’unica che possa risolvere quel “problema fondamentale” dell’umanità: quel caos imperante con cui l’uomo ha sotterrato Cristo Salvatore e, con Lui, se stesso, la sua vita, la sua eternità.

“Caos”, dal greco, significa disordine estremo. Capita quando non c’è più né un progetto né un centro che unifica...
Il mondo d’oggi – singolo, famiglia, lavoro, società – spesso è soltanto più caos, confusione assoluta. Manca il centro. O meglio, lo abbiamo smarrito e neanche più possiamo immaginare che ci sia o debba esserci, al punto che persino le parole hanno perso il loro senso. Illimitato sbriciolamento di tutto.


Il progetto di Dio

Non è però così nella mente di Dio. «Da tutta l’eternità – scrive san Paolo apostolo – Dio ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo. In Lui ci ha scelti prima della creazione del mondo, predestinandoci a essere suoi figli adottivi per mezzo di Gesù Cristo» (Ef 1,3-4).
«Tutte le cose sono state create per mezzo del Figlio suo e in vista di Lui. Il Figlio è prima di tutte le cose e tutte sussistono in Lui» (Col 1,16-17). «È il disegno di ricapitolare in Cristo tutte le cose, quelle del cielo e quelle della terra» (Ef 1,10).
Ecco, Dio è il Creatore e il Signore dell’uomo e del mondo e noi siamo sue creature, chiamate a obbedire a Lui solo: solo Lui compie, porta a compimento la nostra vita e pertanto solo Lui è la gioia. Ebbene, Dio non ci ha pensati e voluti nel caos e nella confusione, neppure “in libera uscita”, ognuno per conto suo, ma ci ha pensati e voluti “nel Figlio suo Gesù Cristo”.
Il centro, l’unico centro dell’uomo e del mondo è Gesù Cristo, il Figlio di Dio incarnato e fatto uomo, morto sulla croce in espiazione dei nostri peccati, e risorto.
Siamo là dove Dio ci vuole, in ordine con Lui e tra noi, nella Verità e nella gioia: solo se aderiamo a Gesù Cristo, nella fede, nell’offerta di noi stessi con il suo Sacrificio, nella vita nuova della grazia santificante, meritata dal suo Sacrificio.
«Questo è il mio Figlio diletto, nel quale mi sono compiaciuto – dice Dio Padre –, ascoltatelo» (Mt 17,5).
«Questa è l’opera che dovete compiere: credere in Gesù Cristo, colui che Dio ha mandato» (Gv 6,29).
Fuori di Gesù Cristo, dunque, c’è solo il caos, anzi l’inferno, in questa vita e nell’Aldilà. Solo con Gesù Cristo, l’uomo e il mondo, da caos diventano “cosmo”, cioè ordine, bellezza, santità, Vita eterna.


“Tutto per Gesù”

Proviamo a spiegare meglio, a contemplare Gesù al centro. Gesù non è soltanto, essendo il Verbo, il “Logos” di Dio, la causa efficiente ed esemplare di tutte le cose, ma è anche la causa finale, perché tutto è stato fatto per Lui, non soltanto per mezzo di Lui, ma per Lui, in vista di Lui.
Per chi agisce un padre di famiglia? Per suo figlio; tutto prepara per suo figlio. Così Dio Padre, tutto quanto ha pensato, voluto e creato, l’ha fatto per il Figlio suo Gesù Cristo, diventato così il centro e il fine di tutte le cose, di tutte le creature.
Nella Lettera agli Ebrei (2,10-11), ancora san Paolo dice: «Ed era ben giusto che colui per il quale e dal quale sono tutte le cose – questa frase ha una grande importanza –, volendo portare molti alla gloria, rendesse perfetto mediante la sofferenza il Capo [Gesù] che guida alla salvezza. Infatti colui che santifica e coloro che sono santificati, provengono tutti da uno solo»
   Dunque non solo il mondo è stato creato per mezzo di Gesù, ma è stato creato per Lui.
      È straordinario e stupendo pensare e contemplare che tutte le cose sono state fatte per il Verbo Incarnato. Tutto ciò che Dio ha fatto, tutta la creazione, tutte le creature, gli Angeli, tutta la storia dell’umanità, tutto, proprio tutto è stato fatto per Gesù Cristo e in vista di Lui. Ed è normale che tutto sia per Dio e che tutto ritorni a Dio attraverso Gesù Cristo. Come anche ha illustrato il genio di san Tommaso d’Aquino: «Il Cristo in quanto uomo, è per noi la vita per tendere verso Dio» (Summa Theologiae, I, q. 2, In­trodu­zione).
Gesù è Dio venuto tra noi, e tutto dev’essere fatto per Lui; noi stessi abbiamo qualche valore nella misura in cui andiamo a Lui e rimaniamo in Lui. Si resta stupefatti quando si constata che, nonostante questo, il mondo nella sua maggior parte vive ignorando Gesù, l’Unico Salvatore.
Se gli uomini avessero obbedito all’ordine di Gesù Cristo secondo quanto ha detto ai suoi Apostoli: «Andate, ammaestrate tutte le nazioni», avremmo un mondo nella pace e nella gioia! Gli Apostoli hanno fatto tutto ciò che hanno potuto giungendo a dare la vita e il sangue per Gesù, e perché il mondo avesse a conoscere e a seguire Gesù. Ma a causa di quelli che hanno tradito Gesù, che lo hanno rinnegato, nazioni intere si trovano attualmente e si sono trovate nei secoli fuori della conoscenza e dell’amore di Gesù Cristo.
Ne consegue che, se tutte le cose sono state fatte per Gesù, tutte le cose devono essere orientate verso di Lui e dipendere da Lui. Succede così che ogni singola persona, ogni famiglia, ogni nazione, tutta la società, il lavoro, la cultura, la scuola, la medicina, la giustizia, la politica, proprio tutto di quanto esiste, deve essere orientato a Gesù, dev’essere stabilito (ri-stabilito) in Gesù.
È il primato assoluto di Gesù, è la Regalità non solo spirituale, ma sociale e “politica” di Gesù, che dev’essere riconosciuta, ristabilita nella vita delle anime e delle nazioni, nella vita del mondo. È Gesù, l’Uomo-Dio, che essendo Dio, è l’unico Salvatore, l’unico sommo ed eterno Sa­cerdote, l’unico Re; il mondo intero – non solo ogni anima nell’intimità della sua coscienza – dev’essere totalmente sottomesso a Lui. Non può esistere alcuna creatura, alcuna nazione che non sia sottomessa a Lui.
Ecco, diciamolo apertamente: il vero, reale, autentico “novus ordo saeculorum” (il nuovo ordine dei secoli, del mondo) non è quello del dollaro o dell’euro o di altri valori, ma soltanto la Regalità di Cristo!


Il vero problema

Dobbiamo esserne convinti per riprendere a lavorare e a vivere per l’avvento del Regno del Signore Gesù. Tutti i popoli, tutte le nazioni devono sapere che non c’è salvezza possibile fuori di Gesù Cristo, perché c’è Lui, unico Salvatore.
Oggi, dobbiamo essere così convinti di questo, da rigettare quel falso ecumenismo che inventa delle vie di salvezza fuori di Gesù Cristo, che inventa un sacerdozio diverso da quello di Gesù Cristo, un altro re diverso da Lui, cioè l’uomo “sacerdote” e “re” di se stesso, il regno dell’uomo, il regno del popolo, la falsa democrazia che pone l’uomo al posto di Gesù Cristo.
Noi tutto questo non lo vogliamo, perché è l’eresia moderna che le comprende tutte, l’arianesimo, il pelagianesimo, il liberalismo, il modernismo, un insieme di errori antichi e di errori nuovi che si sintetizzano nella “gnosi spuria”, la sapienza solo umana che l’uomo pone al posto di Gesù Cristo, la Sapienza eterna e incarnata, la sola che salva.
Questa eresia moderna, al posto della Chiesa Cattolica, vorrebbe la chiesa ecumenica, che si pone al livello delle altre religioni, che accetta di fatto tutti gli errori e laicizza tutti gli Stati. Il Regno di Gesù si dissolve e non c’è più.
Così Gesù Cristo non può più regnare. Non regna tra i musulmani né tra i buddisti. Non regna tra i protestanti che credono più o meno alla sua divinità e soprattutto non credono che la Chiesa Cattolica è la nuova vera Chiesa di Cristo.
Per questo dobbiamo sempre ritornare alle Verità fondamentali ed essenziali: chi è Gesù Cristo? Chi è per noi Gesù Cristo? Chi è Gesù Cristo per la storia e per il destino eterno dell’uomo e della società? Il grande, decisivo, fondamentale problema dell’umanità, il nostro grande problema è sempre questo: chi è Gesù Cristo per voi? Chi dite che sia Lui?
Tutto dipende da Lui. Senza di Lui, il “caos”, l’inferno che si apre sulla terra, come vediamo in questo nostro mondo impazzito. Con Lui, una storia nuova, a sua immagine, dove l’uomo è divinizzato secondo il suo progetto, una storia che si apre all’eternità felice. «È estremamente consolante, assai fortificante, molto tonico, pensare che Gesù Cristo è Colui per il quale sono state fatte tutte le cose».

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