Nessuno può discutere sulla meraviglia di tutta la Sacra Scrittura. Ma il Vangelo di san Giovanni ha sfumature eccelse di incanto divino. Quando lo Spirito Santo parla attraverso questo cuore vergine e prediletto, tocca un apice ineguagliabile di arcano mistero...
Chi va ad Atene e sale all’Acropoli, all’improvviso, allo sbocco dei Propilei, vede apparire nell’azzurro del cielo, il Partenone, il tempio innalzato per ordine di Pericle in onore di Pallade vergine (parthenos), da Ictino e Callicrate, sotto la guida di Fidia (447-438 a.C.). Allora il visitatore ha come la rivelazione della bellezza perfetta. Se risale all’Acropoli, per far da guida a qualcuno che non ci sia ancora stato, non può far altro che condurlo in silenzio a quel luogo unico dove l’insieme nasce dalla sua unità, dove la conoscenza si fa contemplazione.
Come il Partenone
Ebbene, il Vangelo di san Giovanni è come il Partenone, anzi infinitamente più perfetto del Partenone. Come si può far da guida a leggerlo e a conoscerlo? Quando si lasciano i tre Vangeli sinottici di Matteo, Marco e Luca con la loro ricchezza di episodi, miracoli, discorsi di Gesù, come all’uscire dai Propilei, dagli innumerevoli gradini, si scopre finalmente l’unità cui essi tendono.
In san Giovanni tutto è semplice, unificato; pochi miracoli, ma spiegati bene, ampi discorsi su un solo tema, alcune idee centrali che unificano i capitoli; i molti precetti per la vita cristiana ridotti a uno solo: la fede in Gesù che si espande in amore a Dio e agli altri, sempre rimanendo in Gesù. Il tutto espresso con le parole di tutti i giorni. Come davanti al Partenone: impressione di pienezza che ci appaga perché non si sa come renderla.
Dove trovare dunque quel punto unico che ci dovrebbe permettere di cogliere l’insieme nella sua unità? «Il miglior commento al Vangelo di san Giovanni, è la centesima lettura di san Giovani». Gesù appaga e conquista sempre, ma Gesù come ci è presentato da san Giovanni, il discepolo che Gesù prediligeva e che riposò sul suo Cuore, è penetrante e irresistibile. Perché una tale pienezza, un tale appagamento, da tanta semplicità?
Visita con Jung e Mircea Eliade
Un tribuno sa trovare istintivamente i temi che conquistano la folla: egli parlerà del pane e della libertà, reclamerà la verità che è anche liberazione, e il diritto al lavoro, per il quale l’uomo esprime se stesso; condannerà l’odio e si appellerà all’amore e alla solidarietà. Se è sincero, toccherà il nostro cuore perché avrà raggiunto in noi qualcosa di profondo, di costitutivo, di “viscerale”, qualcosa che fa parte dell’intimo di ogni uomo.
Da parte loro, psicologi come Jung e storici delle religioni come Mircea Eliade si sono dedicati allo studio dei grandi temi universali che formano come l’intimo più profondo dell’umanità e riecheggiano in modo singolare in ogni uomo: il padre, associato a tutto ciò che è forte, fecondante e che dà vita; la luce, segno anch’essa della vita, della vittoria sulla schiavitù e sulla morte che evocano le tenebre; l’acqua che disseta, il pane che sfama, e sono cercati da ogni uomo, anche e soprattutto a livello dello spirito e non solo della bocca; acqua, pane, cibo che evoca la fecondità, giovinezza, nuova nascita, nuova vita, appagamento totale.
Apriamo ora il Vangelo di san Giovanni: ecco noi ora abbiamo fato come l’elenco dei temi che egli affronta. Giovanni non parla che delle aspirazioni fondamentali dell’uomo: l’aspirazione alla luce, all’amore, alla vita, alla gioia totale del cuore umano, la gioia che sazia. A leggere bene, in profondità, in Giovanni, l’uomo, ogni uomo è la “magna quaestio”, il grande problema, la questione insoluta di cui parlano sant’Agostino d’Ippona e gli esistenzialisti e in fondo ogni uomo che pensa e si interroga: “Magna quaestio factus sum mihi”, sono diventato un grande problema per me stesso.
Ma Giovanni non si ferma certamente all’uomo, alle aspirazioni e alle domande profonde dell’uomo. Da dove viene, a leggere il suo Vangelo, quell’impressione di pienezza, di appagamento, di gioia intensa? Dalla Persona di Gesù, solo da Lui. Giovanni sa bene che il Cristianesimo non è una religione di valori divinizzati: la libertà, l’amore umano, per quanto belli siano, non possono riempire il cuore umano. Tutti i nostri valori umani sono appello e aspirazione a Qualcuno.
Risposta, soluzione
Dio, in Gesù Cristo, il Figlio di Dio fatto uomo, viene a colmarli, Gesù davvero viene, incarnato nella storia, in un luogo e in un tempo precisi, a essere la risposta definitiva e adeguata alle nostre aspirazioni all’amore, alla luce, alla vita, all’appagamento totale del cuore umano, già in questa nostra esistenza, e al massimo, se gli saremo stati fedeli, nell’Aldilà, la Vita eterna. Così alla “magna quaestio” che è l’uomo, Gesù è “solutio”, soluzione piena. “Solutio omnium difficultatum est Christum”, come scrisse Tertulliano.
Il Cristianesimo è accoglienza di una Persona reale, con il suo essere umano e divino, con la sua Dottrina, la sua Legge, di una Persona che, ben lungi dal distruggere la nostra umanità, viene, rispettandola, a darle ciò cui aspira e che è incapace di darsi da sola. Giovanni, storico e teologo di Gesù, tenendo presenti l’uomo e le sue aspirazioni, in realtà non parla che di Gesù Cristo, che, assumendo l’umanità nell’Incarnazione e ponendo la sua tenda in mezzo a noi, realmente e storicamente nella carne, viene a soddisfarle.
Giovanni poteva farlo con cognizione di causa, con esperienza fatta in proprio, perché il suo Vangelo è la testimonianza di un uomo dal cuore di carne che ha vissuto a lungo con il suo divino Amico, Gesù di Nazareth, il Cristo, il Protagonista ineffabile della più bella avventura che sia dato a un uomo di vivere sulla terra. Ma chi è questo divino Amico, chi è Gesù, come lo presenta Giovanni, il quarto Evangelista?
Se tu leggi il suo Vangelo, scopri che Gesù è il Maestro che illumina con la sua luce tutta la realtà e la problematica umana: l’uomo viene da Dio, ma con il peccato originale e personale ha perso la via per arrivare a Dio. Ed ecco Lui, Gesù, si pone come la Via. Gesù si propone come la Verità assoluta su Dio, l’uomo, il mondo, l’esistere, il soffrire e il morire. Non solo un insegnamento altissimo, ma Gesù è la Vita divina che non muore, che trasfigura l’uomo, che vince la morte, che dà la Vita stessa di Dio, che “cristifica” e divinizza l’uomo. Ecco, Gesù è la Via, la Verità e la Vita, l’unica Via, l’unica Verità e l’unica Vita.
Come Gesù realizza tutto questo? Con l’offerta della sua esistenza alla Volontà del Padre, come immolazione che espia sulla croce il peccato originale e il peccato personale dell’uomo e gli merita di nuovo la Vita divina della grazia santificante, il Paradiso stesso. Pertanto, ogni uomo è chiamato da Gesù a credere in Lui (la fede), a seguirlo, ad accogliere Lui che è la Vita nuova stessa, la Vita di Dio, a lasciarsi divinizzare da Lui (la grazia). Fede e grazia: è la meravigliosa realtà, la realtà del Cristianesimo.
Così Gesù è risposta, soluzione adeguata e definitiva alla “grande questione” che è l’uomo. Risposta, soluzione che gli fa accogliere Lui crocifisso e risorto nel Battesimo, nella Crocifissione e nella Santissima Eucaristia che è Lui stesso in persona.
Ma per dirlo e annunciarlo, occorre che l’apostolo faccia sentire le grandi aspirazioni del cuore umano e le faccia vibrare in profondità: quei perché profondi che non lasciano né possono lasciare indifferente alcun uomo. L’apostolo, l’evangelizzatore di oggi, come Giovanni, deve interpellare l’umanità, la ricerca più profonda di ogni uomo. In una parola far comprendere che l’esistenza dell’uomo ha bisogno assoluto del Cristo, che Cristo è necessario, è indispensabile a ogni uomo, che l’esistenza è fallimento e disperazione e totale rovina senza Cristo, che solo con Lui l’uomo è davvero risuscitato, cioè solo in Lui è salvo nel tempo e nell’eternità.
Un giorno nuovo
Allora leggiamo san Giovanni e vediamo che cosa ci succede. Gesù dice: «Io sono la luce del mondo: chi mi segue non cammina nelle tenebre, ma avrà la luce della vita» (Gv 8,13). «Chi beve di quest’acqua [del pozzo] – dice Gesù alla Samaritana – avrà ancora sete, ma chi beve dell’acqua che io darò non avrà più sete, anzi l’acqua che io gli darò diventerà sorgente zampillante sino alla vita eterna« (Gv 4,14). «Io sono il Pane della vita – dice Gesù ai cafarniti – chi viene a me non avrà più fame, chi crede in me, non avrà più sete» (Gv 6,35). «Io sono il Pane vivo disceso dal cielo: se uno mangia di questo Pane, vivrà in eterno, e il Pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo» (Gv 6,51). Alle sorelle in lutto per la morte di Lazzaro: «Io sono la risurrezione e la vita: chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno» (Gv 11,25). Ai suoi amici e Apostoli, l’ultima sera prima del suo patire: «Nessuno ha un amore più grande di questo di questo: dare la vita per i suoi amici. Voi siete miei amici». «Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena» (Gv 15,11). Pertanto, Gesù solo può dire ciò che nessuno ha mai osato dire: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno va al Padre, se non per mezzo di me» (Gv 14,6).
Che cosa vuol dire tutto questo? Il discorso di Gesù è chiaro e concreto, ma approfondiamolo per noi.
Tu cerchi la Verità, la Luce? Gesù è la Verità, Gesù è la Luce. Gesù ti risponde sempre, con sicurezza su ogni problema, sino in fondo. Tu cerchi l’amore, hai sete di amicizia, di affetto, un amore che duri sempre? Gesù ti offre il suo amore infinito ed eterno. Gesù è l’Amico, Gesù è l’Amore! Tu cerchi la vita che non muore mai? Senti pulsare potente la tua vitalità giovanile, la tua giovane forza di vivere e di agire? Oppure, giunto alla sera dell’esistenza, ti senti sfuggire la vita e vorresti vivere ancora in pienezza? Gesù ti dà la Vita che non muore mai. Gesù stesso è la Vita. Tu cerchi una mano sicura che ti guidi e ti sostenga? Gesù è la Guida che non viene meno.
Non pensare poi che Gesù soddisfi solo abbastanza alle tue aspirazioni; che risponda solo così così alle tue chiamate. Gesù è la Verità assoluta, l’Amore totale, la Vita in pienezza, la Vita eterna. Gesù è già il Paradiso anche nel dolore su questa terra. Gesù solo sarà il Paradiso di là.
Sai che ti dico? Leggi e rileggi mille volte il Santo Vangelo di san Giovanni, il prediletto, l’intimo di Gesù, il giovane vergine che guidato da Maria Santissima, da lui accolta in casa, aveva capito Gesù come nessun altro. Il Vangelo di Giovanni è il testo più alto di tutta la Sacra Scrittura, anzi di tutta l’umanità. Leggi il Vangelo di san Giovanni: troverai Gesù Cristo che, unico al mondo e nell’eternità, è proprio Colui che Tu cerchi, la Vita, la Gioia per eccellenza, il Piacere assoluto, anche quando alla sua sequela sei chiamato a portare la Croce. Accoglilo, Gesù: sarà per te l’alba di un giorno nuovo. La Bellezza incomparabile, insuperabile, unica che appaga più di tutti i poveri “Partenoni” della terra.