Mezzo fondamentale nel cammino ascetico è la meditazione. Quanto più la faremo con Maria Santissima, tanto più ne trarremo frutti per il nostro progresso spirituale.

La Meditazione è necessaria:
per convertirti,
per conservarti nel fervore,
per progredire nella virtù,
per rendere fecondo il tuo apostolato.
Consigli.
1) Fissati l’ora, il luogo, il libro. Alla vigilia leggi il soggetto e qualche riga e addormentati col pensiero della Meditazione.
2) Quando ti trovi in condizione di prender contatto con Dio senza libro, meglio, lascialo. Se leggendo ti senti colpito da un pensiero che eccita in te degli affetti, arrestati e sfruttalo sino alla fine, senza preoccuparti di leggere il resto.
3) Il frutto della Meditazione dipende in gran parte dal mettersi bene alla presenza di Dio da principio e dal formulare una risoluzione netta alla fine.
Puoi anche servirti del più bello di tutti i libri, il Crocifisso, o del libro degli analfabeti, il Rosario. Ottimo metodo è pure quello di scegliere una preghiera vocale ricca di senso e riflettere alcuni istanti su ciascuna formola, ripetendola poi varie volte, finché ti sia penetrata bene nel cuore.
Medita con Maria. — Essa, come in tutto, ti deve essere Modello, Maestra, Supplemento, ma ne hai più bisogno in questa pratica, perché più difficile e più ripugnante alla natura. Perciò riconoscendoti indegno ed incapace di accostarti da solo a Dio per parlargli a tu per tu e sentendo quindi il bisogno di farti accompagnare alla sua presenza, rinuncia a te stesso e alle te disposizioni e unisciti a quelle di Maria Santissima.
«Dacché Dio volle che gli apostoli fossero instradati nella preghiera perseverante, che doveva disporli a ricevere lo Spirito Santo, da Maria, cum Maria, l’ordine della Provvidenza non è mutato: a Lei deve ricorrere chiunque vuol far progressi nell’orazione» (Maumigny). Maria manifestò la sua stima per questa pratica a Santa Labouré comparendole durante la Meditazione e dandole nella Medaglia un minuscolo ma misterioso libro, in cui compendiò tutto il suo messaggio, sotto forma di simboli, invitandoci a scoprirne il recondito significato.
Medita ai piedi di Maria [...] e immaginati che la Madonna stessa ti parli sull’argomento che stai per meditare. Quante cose ti dirà la Madonna se saprai ascoltarla facendo il silenzio attorno a te, cercando un luogo raccolto, dentro di te, allontanando ogni altra preoccupazione!
Ascolta Maria, parla a Maria: una conversazione fatta in tal modo qual fruttuosa meditazione sarà! Se non sai far altro riposati sul suo cuore materno, mescola le tue lacrime con le sue. Piangi la vita vissuta lontano da Lei; presentale i tuoi bisogni, le anime che si perdono, Gesù oltraggiato... Ripeto: Mettiti bene alla presenza di Gesù e di Maria e la tua meditazione è fatta.
Esempio
San Giovanni Berchmans scriveva: «Se faccio bene la mia meditazione, non correrò alcun rischio di abbandonare la mia vocazione e di perdere l’anima. Voglio perciò adoperare ogni mezzo per diventare un uomo d’orazione, perché essa è la sorgente di tutti i beni. Chi fa bene la sua orazione ha un paradiso in terra per l’abbondanza delle consolazioni divine, e poi avrà la felicità eterna».
Ed egli passava un’ora intera inginocchiato senza appoggiarsi e giunse a tale grado di unione con Dio, che non soffriva più distrazioni. La violenza dell’amore, strappava al suo cuore sospiri e gemiti. Spesso prendeva l’immagine della Madonna, la guardava e la baciava con veemente affetto, magari dieci volte di seguito. Al termine notava i pensieri avuti e le risoluzioni fatte. Nulla di straordinario vi era in tutta la sua vita interiore; di straordinario vi era solo la sua costante e tenace volontà di fare bene ogni cosa in unione e con l’aiuto della Madonna.