SPECIALE IMMACOLATA
Un “Exultet” per l’Immacolata
dal Numero 45 del 30 novembre 2025
di Pietro Romano
In occasione dell’Immacolata Concezione, nei conventi francescani si svolgeva il solenne rito dell’“Exultet dell’Immacolata”: un gesto d’amore che voleva esaltare questo sublime privilegio mariano, difeso sempre con ardore dai seguaci del Poverello di Assisi.
I Francescani, a partire da San Francesco, si sono sempre distinti, lungo i secoli, per un amore speciale all’Immacolata. Basti ricordare San Bonaventura, Sant’Antonio, il Beato Giovanni Duns Scoto, San Bernardino, Santa Veronica Giuliani, San Lorenzo da Brindisi, e tanti altri fino ad arrivare a San Massimiliano M. Kolbe e a San Pio da Pietrelcina. Quale schiera di soldati della Vergine tutta pura e tutta santa! Molte delle devozioni mariane che ancora oggi si praticano sono state suggerite alla Chiesa dalla pietà mariana dei Francescani, come l’Angelus e il Sabato mariano. Inoltre, fin dal 1263 la festa dell’Immacolata era diventata precettiva in tutti i conventi francescani. Sisto IV, Papa francescano, con la Costituzione apostolica Cum præcelsa del 27 febbraio 1477, prescrisse la festa e l’Ufficio dell’Immacolata per la città di Roma e, due anni più tardi, fece costruire, nell’antica basilica vaticana, una cappella dedicata alla Madonna Immacolata. Pochi, però, conoscono un’altra pia pratica comune presso i conventi dei Frati Minori, un altro gesto d’amore per Colei che siede Regina alla destra del Re (cf Sal 44,10). Si tratta di un Exultet, o Preconio, per la festa dell’Immacolata Concezione, che veniva cantato a mezzogiorno della vigilia, il 7 dicembre. Si aprivano, così, le celebrazioni in onore della Beata Vergine Maria, cantata ed esaltata soprattutto nel privilegio della sua Immacolata Concezione. Il rito dell’Exultet dell’Immacolata, che richiama quello pasquale, si svolgeva in refettorio, dopo il pranzo: un religioso, dotato di buona voce, salito sul pulpito, proclamava in canto, in latino, l’annuncio della prossima solennità mariana e l’ordine delle celebrazioni. II testo del Preconio dell’Immacolata è costituito da tre parti: l’annuncio della festa, il ricordo del mistero di cui si fa lode, l’ordine dalle celebrazioni. Ne riportiamo alcuni passi per comprendere ancora meglio con quanta devozione e amore veniva esaltata Colei che, per decreto divino, unita al Redentore, è stata voluta fin dall’eternità Immacolata, Mediatrice e Corredentrice. La parte iniziale comprende l’annuncio della festa: «Carissimi Padri e Fratelli, ecco ritorna il giorno desiderato tanto e tanto venerato, nel quale il nostro Ordine Serafico celebra l’Immacolata Concezione della Vergine Maria, onorata sotto questo gloriosissimo titolo come sua Patrona principale». All’annuncio segue una devota esortazione: «Ognuno di noi, colmo di gioia, si prepari con cuore generoso e con animo ben disposto, a ottenere dalla nostra Madre, presso il suo Figlio Unigenito, abbondanza di protezione e di grazia». La seconda parte del Preconio è più sviluppata e contiene la commemorazione e la meditazione sul mistero celebrato. «Ricordate, venerandi Padri e Fratelli, che in questo ammirabile mistero della Vergine si compie quell’oracolo dei sacerdoti di Anatot: In quel giorno la donna circonderà l’uomo; poiché in questa donna viene indicata Maria, la quale nelle sue caste viscere accolse Gesù Cristo vero Dio e vero Uomo, generato per opera dello Spirito Santo». Questa seconda parte del Preconio culmina con un’affermazione alquanto ardita per il minimalismo mariano oggi imperante: «Questo privilegio è esclusivo di Maria e non sarà dato ad altri». Segue, poi, un’invocazione: «Prostrati ai piedi di tale Madre e Patrona nostra, supplichiamola perché ci conceda di essere in futuro esenti per grazia da ogni macchia di peccato attuale, come Lei, per privilegio del tutto singolare, è stata immune da ogni macchia di colpa originale». La terza parte del Preconio presenta, sempre in canto, i vari uffici affidati ai religiosi in questa solennità: Celebrante, assistenti, direttore delle cerimonie, assistenti in piviale, turiferario, ceroferari, cantori, maestro del coro, in modo che, in una solennità tanto maestosa, tutto proceda ordinatamente. La melodia che riveste il testo del Preconio dell’Immacolata rispecchia i canoni della salmodia, dunque di facile esecuzione e perfettamente aderente al testo, permettendone così l’intelligibilità chiarissima. Questo Exultet si potrebbe considerare una perla incastonata nella corona mariana, per così dire, che spetta all’Ordine francescano per aver sempre combattuto e difeso i privilegi della sua Avvocata, come la chiamava San Francesco. Tale pia pratica, così profonda nei contenuti e solenne nel suo svolgimento, sebbene possa ritenersi minore rispetto a celebrazioni e riti più solenni, tuttavia rimane un dato storico e comprovato di come la devozione mariana sia necessaria e parte integrante del culto divino: essa conduce sempre ed inevitabilmente al Cristo e alla Santissima Trinità. Non sarebbe male se i Francescani stessi, invece di preoccuparsi di ecologia e immigrazione, rivolgessero nuovamente lo sguardo a Colei che è ci ha donato “la Via, la Verità e la Vita” (cf Gv 14,6), il Cristo, e magari riprendessero nei loro conventi il pio esercizio del Preconio dell’Immacolata.
Casa Mariana Editrice
Sede Legale
Via dell'Immacolata, 4
83040 Frigento (AV)
Proprietario: Associazione CME Il Settimanale di Padre Pio. Tutti i diritti sono riservati. Credits