Il Tempo di Avvento è un tempo di attesa operosa per crescere nelle virtù e così accogliere più degnamente nel nostro cuore il Bambino Gesù. Prendiamo esempio da alcuni personaggi del Vangelo per trascorrere fruttuosamente questo tempo di grazia.

Il Tempo di Avvento è un tempo di attesa, ma non è un’attesa in cui far nulla, richiede operosità. Il Tempo di Avvento è attesa del Signore che viene, in particolare è preparazione alla solennità del Santo Natale, ma in generale è una preparazione a tutto il Tempo di Natale fino alla festa del Battesimo del Signore (domenica dopo l’Epifania). Il Signore verrà ad abitare in mezzo a noi e noi dobbiamo essere pronti a riconoscerlo, ad accoglierlo nel nostro cuore e a contemplarlo nella sua luce.
Guardiamo come i pastori di Betlemme attendevano la venuta del Signore: «C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge» (Lc 2,8). Il passo di San Luca si riferisce alla notte in cui nacque il Salvatore. L’atteggiamento di “veglia” deve caratterizzare tutto il nostro Tempo di Avvento: non possiamo iniziare i preparativi l’ultimo giorno. Bisogna vigilare mediante la preghiera, in particolare meditando i misteri gaudiosi del santo Rosario; la meditazione sulla Sacra Scrittura, in particolare i testi proposti durante la Santa Messa; la pratica delle virtù, prendendo come modello la Beata Vergine Maria e le sue disposizioni nell’accogliere il Signore.
Un altro punto di riferimento è San Giovanni Battista, il quale annunziava: «Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri! Ogni burrone sarà riempito, ogni monte e ogni colle sarà abbassato; le vie tortuose diverranno diritte e quelle impervie, spianate» (Lc 3,4-5). Il Tempo di Avvento deve essere un tempo di progresso nella vita spirituale e di autentica conversione, attraverso la purificazione dai peccati, eliminando la tiepidezza spirituale, crescendo nel desiderio della santità e nell’amore a Dio; non dobbiamo cedere alle cattive abitudini, ma impegnarci ad acquistare le virtù, abbattere l’orgoglio e vivere nell’umiltà, insomma preparare una degna dimora al Signore che viene! Accogliere degnamente il Signore preparandosi con una Confessione generale: l’anno sta per finire e noi possiamo fare il “punto della situazione” ripensando alle mancanze commesse durante l’anno. Inoltre bisogna partecipare bene alla Santa Messa senza cedere alle distrazioni e ricevere Gesù Eucaristico pensando alle disposizioni di Maria Santissima all’Annunciazione, quando accolse il Verbo eterno nel suo grembo; praticare le opere di misericordia corporali e spirituali; fare piccoli sacrifici da offrire al Signore; coltivare un ardente amore alla Madonna, invocandola spesso con giaculatorie, chiedendo le grazie di cui abbiamo bisogno e preparandosi alla solennità dell’Immacolata Concezione con una novena.
Tradizionalmente l’8 dicembre è anche il giorno in cui si allestisce il presepe con tutta la famiglia. Nell’attesa che nasca il divin Bambinello, dobbiamo guardare alla Mamma che lo porta ancora in grembo e a San Giuseppe, paterno protettore della Sacra Famiglia. Quando poi nascerà il Salvatore, lo potremo contemplare in tutto il suo splendore. Il profeta Simeone attendeva di vedere il Messia; quando poi lo vide, esclamò: «Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele» (Lc 2,29-32).
Sì, nella città di Davide è nato per noi il Salvatore, miriadi di angeli cantano le tue lodi, la luce della fede ci guida nel cammino che conduce a Te. Oh divino Bambinello, fammi mirar quanto sei bello, chi mai dal Cielo ti ha portato a nascer poverello in una grotta, se non l’amore che Tu nutri per me?