SPECIALE IMMACOLATA
Come padre Pio si preparava al Natale?
dal Numero 45 del 30 novembre 2025
di Reine Akeke
Per padre Pio l’Avvento durava un anno intero... da un Natale all’altro! Egli infatti si preparava con grande cura alla celebrazione del mistero della Nascita del Salvatore, e il suo amore cresceva man mano che si avvicinava la “Festa delle feste”.
Nell’Ordine Francescano, la solennità del Santo Natale è sempre stata celebrata con grande cura e particolari preparazioni, sull’esempio del Serafico Padre San Francesco; il quale considerava il Santo Natale la «Festa delle feste» e voleva celebrarla «al di sopra di tutte le altre solennità». Si preparava a questa solennità in maniera particolare con il digiuno esortando i suoi Frati a fare lo stesso per disporsi bene a celebrare la Nascita di Gesù Bambino, che avvenne in una povertà estrema, tra disagi e sofferenze senza numero patite per noi, per la nostra Redenzione. La Santa Madre Chiesa raccomanda ad ogni cristiano, istituendo il tempo di Avvento, di meditare sul mistero dell’Incarnazione e prepararsi con qualche sacrificio ad accogliere il divino Bambino. L’Avvento, periodo liturgico che precede il Natale, è un tempo di attesa, di speranza e di preparazione spirituale. In questo contesto, padre Pio da Pietrelcina, da vero figlio del Serafico Padre San Francesco, è un modello per tutti i cristiani. Diceva infatti ai suoi figli spirituali: «L’Avvento è un invito a preparare il nostro spirito per accogliere il Salvatore con la purezza e l’umiltà che Egli merita». Padre Pio amava il Santo Natale con la passione di un fanciullo e iniziava la sua preparazione non soltanto durante il tempo di Avvento ma subito il giorno dopo il Natale precedente, perché amava tanto Gesù Bambino da desiderare che il Natale non finisse mai. Padre Ignazio da Ielsi, Guardiano a San Giovanni Rotondo dal 1922 al 1925, scrisse nel suo Diario il 24 dicembre 1923: «È inutile dire con quanta passione Padre Pio celebra il Natale. Sempre vi pensa e conta i giorni che lo separano da un Natale all’altro, sin dal giorno dopo. Gesù Bambino per lui è un’attrazione specialissima. Basta che senta il suono di una pastorale, di una ninna nanna, che solleva lo spirito su-su, tanto che a guardarlo sembra in estasi». Dopo quasi un anno di attesa e di preparazione remota, l’Avvento, per padre Pio, non era altro che un momento di preparazione immediata ove si sentiva rinascere a novella vita, come leggiamo da questa lettera scritta a una figlia spirituale all’inizio della Novena di Natale: «Al cominciarsi della sacra novena in onore del santo Bambino Gesù il mio spirito si è sentito come rinascere a novella vita: il cuore si sente abbastanza piccino per contenere i beni celesti; l’anima sente tutta disfarsi alla presenza di questo nostro Dio per noi fatto carne. Come fare a resistere a non amarlo sempre con nuovo ardore?!» (Ep. II, n. 41). Tutta la vita di padre Pio fu segnata da una profonda comunione con Dio, da una purezza quasi angelica e da una grande delicatezza di coscienza, eppure in questo tempo di preparazione bramava “un cuore immacolato di colpa” per accogliere il divin Bambino: «Oh – continua nella stessa lettera – appressiamoci al Bambino Gesù con cuore immacolato di colpa, che ne gusteremo quanto sia dolce amarlo». Il Santo poi esortava i fedeli: «Durante questo santo periodo, la nostra anima deve essere come un presepe in cui Gesù desidera nascere. Purifichiamola con il pentimento e adornandola con le virtù». Quale esempio per noi che, senza alcuno scrupolo, spesso riduciamo la solennità del Natale al solo materialismo, trascorrendo tutto il tempo di Avvento senza la minima preparazione e arrivando alla notte di Natale con il cuore vuoto del più piccolo affetto per Gesù! Per padre Pio, la Madonna era il modello perfetto di preparazione al Natale e non poteva non invitare i suoi figli spirituali a vivere l’Avvento con lo stesso spirito di attesa che la caratterizzò. È la Madre Santissima che ci ha dato il Redentore; Ella è Colei che ci insegna a custodire e meditare nel cuore i doni di Dio. Dalle sue lettere indirizzate ai suoi direttori spirituali o ai figli spirituali si evince tutta la gioia che il Padre provava nell’attesa del giorno di Natale, ma più ancora si può cogliere tutto il fervore con cui si preparava a celebrare la Natività del Signore. In una lettera scritta a padre Agostino il 19 dicembre 1913, durante la novena di Natale, leggiamo: «Per le imminenti feste del santo Natale v’invio col cuore sulle labbra e con affetto più che filiale i miei sincerissimi auguri, facendo voto al bambinello Gesù per la vostra felicità spirituale e temporale» (Ep. I, n. 167). Come si vede, padre Pio, in questo periodo ricco di grazie – come tutti i tempi forti dell’anno liturgico – moltiplicava le sue offerte per ottenere grazie alle guide della sua anima come dovere di gratitudine, e a tutti gli uomini redenti dal Sangue del “bambinello Gesù”. Leggiamo nello stesso Epistolario: «Accolga il nascituro bambinello le mie povere e fiacche preghiere che a lui innalzerò con più viva fede in questi santi giorni per voi, per tutti i superiori, pel mondo intiero!». Il cuore di padre Pio ardeva di amore per Gesù Bambino e desiderava che tutti i cuori si incendiassero d’amore per quel Dio fattosi uomo solo per amore, per poter ricambiare un poco questo suo amore. Il nostro Santo ci sia guida e modello in questo Avvento per un impegno generoso e amoroso nella nostra preparazione!
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