MARIA SS.MA
La bellezza dell’Immacolata
dal Numero 19 del 16 maggio 2021
di Padre Stefano M. Miotto, FI

“L’Immacolata è Tutta bella perché è Piena di grazia. Seguendo l’insegnamento dei santi, comprendiamo che non c’è autentica e duratura bellezza senza santità”.

La bellezza di Maria è l’incanto del Cielo e della terra. I santi non erano mai sazi nell’esaltarla e gli angeli stessi non sono in grado di tesserne degnamente le lodi. Quello che possiamo dire è solo una piccolissima cosa rispetto a quello che Lei merita.

Giuseppe Schryvers afferma che la bellezza di Maria ci conduce a Dio: «Dio ha voluto rendere Maria incomparabilmente bella e buona, affinché i nostri occhi e i nostri cuori non potessero staccarsi da Lei. Ella è tenera, affettuosa, umile, paziente, piena di compassione per la sventura e d’indulgenza per la debolezza. Ella è Vergine, la Vergine per eccellenza: riunisce in sé tutti gli incanti della verginità: la dolcezza, la bontà, l’innocenza, la purezza, l’ingenuità, il candore, le grazie [...]: oh quanti cuori ha attirato a Gesù Cristo la contemplazione di questa creatura tutta luce e grazie! Quanti poveri schiavi del vizio vedendola sono stati presi da un santo rispetto e da una vergogna salutare e hanno rinunziato al peccato per meritare di essere amati da Lei e divenire suoi figli».

Giovanni di Gesù Maria, autore carmelitano del XVI secolo, in un breve trattato ricco di spiritualità, con un lirismo toccante e carico di espressione, esalta la bellezza dell’Immacolata con parole molto semplici ed efficaci, affermando che Ella è la calamita dei cuori: «La bellezza della Regina del Cielo offrirà agli occhi dei beati uno spettacolo estremamente lieto per tutta l’eternità. La Santa Chiesa comprese la forza della sua bellezza che rapisce i cuori quando, contemplandola mentre ascende al Cielo, così le parla: “O Vergine prudentissima, dove vai come aurora molto risplendente? O figlia di Sion, tu sei tutta bella e soave, bella come la luna, eletta come il sole”.

Ora, se la bellezza che vedranno i beati con gli occhi del corpo supera di gran lunga ogni eloquenza ed umano intendimento, che dire della bellezza che risplende nell’interno dell’anima? [Questa bellezza] ha origine dalla meravigliosa armonia delle virtù e da uno splendore quasi divino...

Con quanta dolcezza toccherà gli animi dei beati che contemplano con il puro sguardo della mente la sua bellezza interiore assolutamente perfetta! La bellezza di Maria è la calamita dei cuori, dalla quale sono attratti con sommo gaudio i beati e, ciò che è ancora più sublime, lo stesso Re dei Cieli. Questa è la gloria della bellezza, non vi è grado più elevato».

Sant’Ildefonso di Toledo, citato in uno dei primi articoli, si rivolge alla Madonna con accenti di ardente tenerezza. Per lui Maria è oggetto di affettuosa contemplazione e, per esaltare la bellezza della sua amata Signora, usa un linguaggio lirico, chiamando a raccolta l’incanto di tutte le creature, le quali sono quindi un riflesso della Tutta Bella: «Ave, o Torrente di misericordia, / Fiume di pace e di grazia, / Splendore di purezza, / Rugiada delle valli... / Tutta bellissima e degna di venerazione, / nessuna donna fu e può esserti simile. / Puro è il tuo spirito e semplice è il tuo Cuore, / illibato è il Tuo corpo. / Tu sei indulgente e clemente, / cara a Dio, amata sopra tutti. / Chi ti assapora, ardentemente ancora ti desidera, / ha ancora sete della tua santa dolcezza / e sempre ìmpari resta la sua brama / di amarti e di lodarti».

L’Immacolata è la Tutta bella, perché è la Piena di grazia, è il capolavoro dell’Altissimo. Seguendo l’insegnamento dei santi, riusciamo a comprendere che l’autentica bellezza è sempre unita alla santità, è come la manifestazione esteriore della perfezione interiore e della meravigliosa armonia delle virtù. Gli occhi sono la finestra dell’anima e negli occhi di una persona santa noi possiamo scorgere lo splendore del Paradiso. Al contrario, la bellezza esteriore senza la virtù è come veleno di morte che porta solo tristezza e vuoto interiore.

I santi hanno celebrato l’incantevole bellezza di Maria con parole stupende, con immagini poetiche, ben sapendo che poco o nulla riuscivano a dire. Scrive il Piolanti che il canto del Tota pulchra, ovvero i versetti del Cantico dei Cantici che celebrano la bellezza della sposa, fu inizialmente applicato alla Chiesa e all’anima e nel secolo XII per analogia fu esteso, in senso eminente, alla Madonna. Nei secoli seguenti divenne il gioioso canto con cui la Chiesa, e in modo particolare l’Ordine francescano, salutano Maria nel mistero della sua Immacolata Concezione.

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