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Il Settimanale
della Settimana |
Anno 9, Nr 35
05 Sep 2010
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12 set 2010 |
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| Data
oggi: 07
settembre 2010 martedì |
Tempo
Liturgico: |
Ordinario |
Anno |
C |
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| In questo numero |
| Data: 27 dicembre 2009 |
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SPECIALE SANTO NATALE |
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Voler stare accanto a Gesù Bambino
di
Padre Stefano M. Manelli, FI
«Voi sapete che alla
nascita di Nostro Signore i pastori udirono i canti angelici degli spiriti
celesti. La Scrittura lo dice, ma non dice che la Vergine Santa e san Giuseppe,
che erano vicini al Bambino, udissero la voce degli Angeli o vedessero quei
miracolosi splendori, anzi, per contrario, udirono piangere il Bambino e videro
a qualche lume... gli occhi di questo divino infante di lagrime nel pianto,
tremanti per il freddo. Ora ti domando: non avreste voi eletto di essere nella
stalla oscura e piena di grida del piccolo Bambino, piuttosto che essere coi
pastori, ed essere fuori di voi per il giubilo e l’allegrezza?»
(Padre Pio).
Molto spesso noi uomini, seguendo le
tendenze e gli impulsi della natura, crediamo e vogliamo che la felicità
sia sempre facile, il prezioso costi molto poco, il valore sia senza sacrificio.
Le cose invece stanno al contrario: la vera felicità, ciò che
è veramente prezioso, il valore che merita lode, sono sempre cose difficili,
che costano, che comportano sacrificio.
Non si può essere felici al conseguimento di una laurea senza aver
sostenuto esami e prove spesso molto difficili, non si può acquist
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Nel Divin Bambino il Verbo Eterno del Padre
di
Dom Columba Marmion
Gli occhi umani vedono nel Bambino di Betlemme un semplice
bimbo; gli occhi della fede, invece, scorgono in Lui il Verbo eterno di Dio,
scoprono in Lui due vite indissolubilmente unite: quella umana e quella divina...
Adoriamo questa condiscendenza divina del Figlio di Dio.
Trasferiamoci alla
grotta di Betlemme e contempliamo il Fanciullo adagiato nella mangiatoia.
Che cosa sarebbe agli occhi di un profano, di un abitante della piccola città
che il caso conducesse là, dopo la nascita di Gesù? Non sarebbe
altro che un bambino appena nato, che ha avuto l’esistenza da una donna
di Nazareth; un figlio di Adamo come noi, perché i suoi genitori si
sono fatti iscrivere sui registri del censimento; ed è possibile seguire
i particolari della sua genealogia da Abramo a David, da David a Giuseppe
e alla Madre sua. Ma non è che un uomo, o meglio diventerà un
uomo, perché ora non è che un bambino, un debole bambino, a
cui un po’ di latte conserva la vita.
Ecco quello che appare ai sensi questo piccolo essere steso sulla paglia.
Molti Giudei, infatti, non hanno visto altra cosa. Voi ascolterete più
tardi i suoi compatrioti, stupiti
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Il Natale e l'ineluttabilità del bisogno
di
Corrado Gnerre
Chi non ha bisogno della propria mamma? Gesù stesso
ha voluto, vuole e vorrà per l’eternità aver bisogno della
sua Madre, Maria Santissima. Questa è la bellezza del Natale: la Mamma
dà alla luce il Dio Incarnato e Questi decide per l’eternità
di vivere il bisogno di Lei... Che mistero d’amore!
Il periodo in cui
il bambino si trova nel grembo della mamma è molto importante. Il temperamento
si forma anche – se non soprattutto – lì. Ormai da tempo
sappiamo che il bimbo nel grembo risente inevitabilmente degli stati d’animo
della madre. Pensate cosa può accadere quando la mamma dovesse vivere
una gravidanza sofferta così da pensare se abortire o meno.
Il bambino che cresce, e poi il futuro uomo, portano sempre con sé
la nostalgia di quel periodo... anche se, ovviamente, non ne hanno un ricordo
consapevole.
Questa nostalgia origina un desiderio di essere accolti. Tale nostalgia è
la dimensione del bisogno di affettività che caratterizza ogni essere
umano.
È un desiderio di essere accolti che possiamo anche definire ed indicare
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| Nascendo nella paglia prepara la sua Eucaristia
di
San Pier Giuliano Eymard
Che cara festa, quella della Nascita del Salvatore! Ne
salutiamo sempre con gioia il ritorno, la riviviamo nel nostro amore, continuata
nell’Eucaristia. Tra Betlemme e il Cenacolo sono intime relazioni che
si completano a vicenda. Studiamole in questo giorno.
L’Eucaristia
fu seminata a Betlemme. Infatti, l’Eucaristia è il frumento degli
eletti, il Pane vivo: ora il frumento si semina, poi bisogna che dal seno
della terra germogli, maturi fino a che, mietuto, si macina per farne il pane
che ci sostenta. Nascendo oggi sulla paglia nella stalla, il Verbo prepara
la sua Eucaristia, che tiene presente in tutti i suoi misteri come loro complemento.
Egli viene ad unirsi all’uomo: durante la sua dimora sulla Terra, stringe
con lui unione di grazia, di esempi, di meriti; ma soltanto nell’Eucaristia
farà l’unione più perfetta di cui l’uomo sia capace
su questa Terra. Non perdiamo di vista questo pensiero divino, questo scopo
che Nostro Signore si è prefisso, se vogliamo comprenderne l’adorabile
disegno: unione di grazia in virtù dei misteri della sua Vita e della
sua Morte; unione di persona per mezzo dell’Eucaristia: preparaz
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