RISPOSTA AI LETTORI
Politici e Rosario...
dal Numero 23 del 9 giugno 2019

Salve, ho una domanda non proprio politica, ma quasi. Nei giorni precedenti le elezioni europee, si è alzato un polverone mediatico contro il gesto del leader della Lega Salvini che ha ostentato e baciato il Rosario e il Crocifisso. Anche a casa mia se n’è parlato, c’è chi è pro e chi è contro. Cosa pensare? (Daniele C.)

Caro Daniele, molti hanno attaccato il viceministro Salvini per questo gesto e per il fatto che abbia affidato pubblicamente l’Italia al Cuore Immacolato di Maria e ai Santi patroni d’Europa. L’accusa era quella di strumentalizzazione di simboli religiosi, da parte di chi non è certo un modello di fedeltà alla morale cristiana. In merito a polemiche di questo genere, può essere utile conoscere la seguente storia riportata da san Luigi M. Grignion in una sua opera famosa, rilanciata per l’occasione dal prof. Corrado Gnerre sul sito www.itresentieri.it.
«Alfonso, re di Leon e di Galizia, desiderando che tutti i suoi familiari ed il popolo onorassero la Madre di Dio per mezzo della recita del santo Rosario, decise di dare per primo l’esempio. Per attirare l’attenzione dei sudditi, volle attaccarsi alla cinta un grosso Rosario in modo che gli pendesse dal fianco e tutti lo potessero vedere, ma la sua devozione alla Mamma del Cielo era solo apparente perché questo re, pur portando con sé tutti i giorni la grande Corona, non recitava il Rosario.
Il nemico delle anime, il diavolo, era contento che il re sembrasse devoto della Madonna ma senza esserlo davvero perché con questo inganno sperava di portarselo all’inferno.
Il popolo che non conosceva la negligenza del re, pensava che amasse veramente la Vergine Santa, quindi, obbedendo al suo ordine si obbligò a recitare con fervore quotidiano il santo Rosario. Passò molto tempo ed un bel giorno il re si ammalò gravemente [...]. Si sentiva così male che tutti lo credevano morto! Mentre era in questo stato, per una straordinaria grazia concessagli da Dio, fu rapito nello spirito e portato al tribunale di Gesù Cristo. Vide i diavoli che l’accusavano di tutti i crimini che aveva commesso, e il Giudice divino che era sul punto di condannarlo!
Il povero re era disperato, perché, con gli occhi dell’anima, vedeva l’inferno aperto e pronto a riceverlo [...] e non poteva in alcun modo ormai riparare al male che aveva fatto. Quando all’improvviso [...] oh! meraviglia! Apparve la Santissima Vergine che, come la più tenera delle madri si rivolgeva a Gesù per intercedere misericordia. La Mamma celeste si fece portare dagli angeli una bilancia. Tutti i peccati del re furono messi su un piatto e Lei, con le sue mani immacolate, mise sull’altro piatto il grosso Rosario che egli aveva portato in suo onore, insieme a tutti i Rosari che aveva fatto recitare al popolo.
E cosa vide allora il re?... Con suo grande stupore si rese conto che il peso dei Rosari faceva scendere la bilancia in suo favore! Non credeva ai suoi occhi! Eppure succedeva proprio così!
La Vergine Santa lo guardava con sguardo di misericordia mentre gli diceva: “Ho ottenuto da mio Figlio, per ricompensa del piccolo servizio che mi hai reso portando il Rosario, il prolungamento della tua vita per qualche anno. Impegna bene il tempo che ti rimane e fai penitenza”.
Il re, riavutosi da questo rapimento, gridò: “O beato Rosario della Santa Vergine, per mezzo del quale sono stato liberato dalla dannazione eterna!”. Appena ebbe ricuperata la salute, si mise a fare penitenza; non lasciò mai più la recita quotidiana del santo Rosario e, giunto ormai alla fine della vita, morì santamente protetto dall’assistenza della Mamma Celeste» (Il segreto ammirabile del santo Rosario).