RECENSIONI
Fatima. Un appello al cuore della Chiesa
dal Numero 30 del 30 luglio 2017
di Corrado Gnerre

di Padre Serafino M. Lanzetta
Casa Mariana Editrice, Frigento 2017, pp. 256, € 15

In occasione del Centenario delle Apparizioni di Fatima, per i tipi di Casa Mariana Editrice, è uscito un libro di Padre Serafino M. Lanzetta, dal titolo: Fatima. Un appello al cuore della Chiesa.
Solitamente i titoli vengono redatti per “accattivare”, attrarre alla lettura. In questo caso si è scelto un titolo riassuntivo della tesi del libro: il messaggio di Fatima riguarda tutta la Chiesa e nello stesso tempo costituisce la soluzione per superare la crisi che la Chiesa stessa avrebbe vissuto nel corso del XX secolo, secolo che, relativamente a questa questione, possiamo dire che ancora non è terminato.
Un appello, dunque, non semplicemente alla Chiesa, ma al cuore della Chiesa. Come la crisi della Chiesa contemporanea non è di forma ma di sostanza, così il messaggio di Fatima è rivolto alla sostanza (il cuore) della Chiesa.
Una precisazione: alcuni si chiederanno perché utilizziamo il singolare (messaggio) e non il plurale (messaggi). Perché quelli che solitamente vengono definiti i tre messaggi di Fatima, in realtà non sono altro che tre parti di un unico messaggio, essendoci tra questi un legame inequivocabile.
Ma torniamo al senso del libro di Padre Lanzetta. Dunque, quello di Fatima è un messaggio che riguarda il cuore della Chiesa, affinché la Chiesa stessa possa trovare la soluzione per uscire dalla sua crisi. A p. 81 Padre Lanzetta scrive: «[...] Fatima è un messaggio che interroga la Chiesa oggi, tutta la Chiesa, ognuno di noi. Non possiamo tirarci indietro. La realtà è questa: la Chiesa è ridotta a un campo devastato dal nemico».
Ma – chiediamoci – qual è questa soluzione? Padre Lanzetta risponde chiaramente e ovviamente lo dimostra: la soluzione sta nella devozione al Cuore Immacolato di Maria. In realtà l’Autore del libro si limita a dimostrare che così è, in quanto è la stessa Vergine a Fatima che indica in questa devozione la soluzione di tutto. A p. 229 è scritto: «[...] il crocevia di Fatima, dove tutti i Misteri, si intrecciano, dove passano tutte le strade, tutte le parole, tutte le rivelazioni, i segreti, è concentrato in questo dono: il Cuore Immacolato di Maria».
Leggendo i titoli delle quattro parti (capitoli) in cui è diviso il libro (1. Le apparizioni dell’Angelo; 2. Le apparizioni della Bianca Signora; 3. Il messaggio di Fatima alla luce del Vangelo; 4. Il segreto non ancora svelato), si coglie l’assenza nei titoli di un riferimento preciso alla devozione al Cuore Immacolato di Maria, ma poi, leggendoli attentamente, ecco che questa devozione diventa la protagonista (come è giusto che sia) dell’intero libro.
Padre Lanzetta introduce il suo discorso affermando che Fatima è un grande evento di Teologia della Storia. Cosa è la Teologia della Storia? È un modo di comprendere la Storia partendo dall’atto di fede e quindi di leggere la Storia stessa come un campo di battaglia tra il Bene e il Male, tra la Provvidenza e le forze delle Tenebre, tra Dio e satana. All’uomo spetta la scelta di decidere. Per dirla alla sant’Agostino, di decidere a quale “città” appartenere: alla Città di Dio o alla Città dell’uomo. Dunque, la Storia è sì guidata da Dio, ma è posta nelle mani dell’uomo, cioè è costruita dall’individuale esercizio della libertà umana. Da qui la necessità di ricondurre la Storia stessa a ciò che avviene nell’intimo dell’uomo: se l’uomo cambia se stesso, può cambiare la Storia. Fatima dimostra il fallimento di un tempo in cui l’uomo, invece di parlare con Dio, ha parlato solo con se stesso, ovvero ha cercato in se stesso il senso del suo vivere e del suo agire. Se l’uomo rinnega Dio, il mondo rinnega l’uomo. Insomma, è il dramma dell’uomo moderno e soprattutto post-moderno.
Da qui la convinzione che la Storia è legata alle scelte che l’uomo fa nell’intimo della sua coscienza. La Storia si contamina, se l’uomo decide di contaminarsi. La causa principale del fallimento della Storia è la scelta del peccato che l’uomo può compiere nel suo intimo. A p. 11 si legge: «In un tempo in cui si profilava quella cultura dell’assenza del peccato che avrebbe imperversato tristemente più tardi o della sua giustificazione come irrilevante, la Madonna veniva a Fatima a parlarci della verità di questo male. Si tratta di un male reale e non ideale come potrebbe sembrare, solo perché non lo tocco, non lo vedo. Il peccato è veramente un male, è la radice di tutto. Nostra Signora di Fatima viene a parlarci della miseria del peccato e ripetutamente – prima l’Angelo poi Lei – ci dice che Dio è molto offeso per i peccati degli uomini».
Ecco perché la sostanza dell’appello della Vergine a Fatima è: preghiera, adorazione e riparazione. E così entra in gioco la devozione al Cuore Immacolato di Maria. La Madonna disse a Lucia: «Il mio Cuore Immacolato sarà il tuo rifugio»... non solo il rifugio di Lucia, ma il rifugio di tutti, del mondo intero. A p. 204 Padre Lanzetta scrive: «[...] Dio ci dona il Cuore Immacolato di Maria. Ella sulla terra è l’unica creazione immacolata, è quello spazio purissimo nel quale possiamo entrare e così abitare nella “Casa” di Dio, appunto in quella creazione vera e pura, dove possiamo essere liberati da ogni compromesso con il peccato, da tutto ciò che offende Dio. La Madonna è la dimora del Dio con noi; se noi dimoriamo in Lei, se ci consacriamo a Lei, dimoriamo dove dimora Dio, dove è Dio, perché Dio può abitare solo dove non c’è il peccato, dov’è la purezza, la bellezza, l’immacolatezza. Dio è purezza, bellezza, è immacolatezza. Entriamo in questo Cuore, doniamoci interamente alla Madonna e allora potremo abitare con Dio. Per questo motivo il Cuore Immacolato è il “rifugio” di Fatima, l’alternativa alla distruzione del peccato, alla perdizione eterna dell’inferno».
Dunque, non vi è altra soluzione che il Cuore Immacolato di Maria.
Per invitare alla lettura di questo libro, concludiamo con questo bel passaggio che si legge a p. 69: «La Redenzione oggettiva è un tesoro immenso, è come una stanza del tesoro che però è chiusa (altrimenti i ladri sarebbero pronti a depredarla). Per entrare in questa stanza dove è il tesoro di Dio che Gesù ci ha conquistato, ossia la salvezza, è necessario che io vi entri procurandomi la chiave. La grazia mi dà l’energia per incamminarmi, ma la chiave non cade dal cielo: devo cercarla, devo procurarmela. Questa chiave è la Madonna. Chi trova la Vergine Maria trova la salvezza. È necessario perciò trovare la chiave ed entrare in questa stanza. Allora la Redenzione oggettiva sarà applicata, perché vi partecipo, la faccio mia, dopo aver aperto il mio cuore».
Il Cuore Immacolato di Maria per aprire il proprio cuore a Dio.