Gli antefatti di Lourdes
dal Numero 32 del 13 agosto 2017
di Padre Angelomaria Lozzer, FI

Il dolce dominio della Santissima Vergine a Lourdes iniziò ben otto secoli prima delle celebri Apparizioni. Un intreccio di fatti storici e grazie singolari mostrano i remoti motivi della scelta di questo luogo da parte dell’Immacolata.

Chi è stato a Lourdes ha potuto mirare, sulla collina in cui è arroccato il paese, le rovine di un castello. Pochi sanno la storia che ha legato quella terra alla Madre di Dio prima di quel fatidico 1858 in cui, tra l’11 febbraio e il 16 luglio, la Vergine Santissima scendeva dal Cielo per comunicare al mondo il suo messaggio di conversione e penitenza attraverso la piccola e umile fanciulla Bernardette Soubirous.
La storia risale ai tempi di Carlo Magno, quando il celebre imperatore, reduce dalla battaglia contro i Mori in Spagna, si trovò a passare in quella vallata solcata dal fiume Gave, nei pressi di quel piccolo paese allora chiamato Mirambel (dal nome del signorotto locale Mirat), che un giorno avrebbe dato i natali a Bernardette. Appreso di avere nei propri domini uno di quegli infedeli che era andato a combattere nella lontana terra di Spagna, e determinato a sbarazzarsi di lui, Carlo Magno decise di cingere il castello d’assedio e di prenderne il possesso. L’impresa di conquista, però, a causa della posizione favorevole del Castello, si rivelò più difficile di quanto Carlo Magno allora immaginasse. Inoltre, non poteva prendere Mirat e i suoi con la fame, perché il fiume Gave, che solcava il castello, era ricco di pesce.
Fu allora che si fece avanti il Vescovo Turpino, del santuario della Vergine di Le Puy, e propose a Carlo Magno di poter parlamentare con Mirat. Turpino disse a Mirat: «Poiché non ti vuoi arrendere a un uomo, Carlo Magno, riconosci almeno, per tua Signora, la più nobile dama che sia mai esistita, la Santa Maria di Le Puy, Madre di Dio. Io sono un suo servitore, sii tu il suo cavaliere!».
Mosso dalla curiosità, ma, possiamo pensare, ancor più da una grazia interiore ottenutagli della Vergine Santissima, a cui il Vescovo aveva affidato la delicata faccenda, Mirat acconsentì di recarsi al Santuario di Le Puy, nel cuore della Francia, sul monte Anis. Lì avvenne il miracolo: Mirat si convertì, chiese il Battesimo e cambiò il suo nome arabo in “Lordus”. Da allora il suo castello e la terra attorno prenderà il nome di Lourdes. In quell’occasione, i soldati al seguito di Lordus lasciarono come omaggio, sull’altare della Vergine, dei fascetti di erba raccolti nella pianura di Lourdes (nei pressi della grotta), con i quali avevano ornato le loro lance.
Più tardi, e precisamente nel 1062, il conte di Bigorre, Bernardo I, sotto la cui autorità cadeva anche il territorio di Lourdes, stipulò con il Santuario di Le Puy un atto di sottomissione in cui si dichiarava vassallo della Beata Vergine Maria di Le Puy, impegnando lui stesso e i suoi successori a deporre, sull’altare della Santissima Vergine, ogni anno, 60 scudi in segno di tributo e sottomissione. Secondo il diritto dell’epoca, la Beata Vergine Maria di Le Puy diventava la vera Padrona del territorio di Bigorre e quindi di Lourdes, di cui il conte ne risultava soltanto amministratore.
Il conte decretò anche un anatema contro i successori che non avessero voluto tributare il pegno stabilito alla Beata Vergine Maria, come attesta il documento conservato nell’archivio di Pau.
Nel 1307 il territorio venne ceduto al re Filippo il Bello, che riconobbe il vassallaggio della terra di Maria e promise di continuare il versamento del tributo alla Vergine di Le Puy. A manifesto visibile che il re si considerava solo un vassallo della terra di Bigorre, in alcuni giorni dell’anno, sulla torre del castello di Lourdes veniva abbassata la bandiera regale e innalzata quella della Vergine Maria di Le Puy.
Questo impegno dei sovrani continuò ininterrottamente lungo i secoli fino all’arrivo della Rivoluzione francese: il Santuario della Vergine di Le Puy venne profanato, la statua portata in un carro di immondizia e bruciata, la diocesi soppressa.
Dopo la terribile bufera, nel 1827 re Carlo X riuscì a ristabilire la diocesi di Le Puy e a riconoscere il proprio vassallaggio nei confronti della terra di Lourdes, riprendendo a versare il tributo al Santuario. Le ragazze di Lourdes ripresero così, in quell’anno, a portare in pellegrinaggio al Santuario di Le Puy fascetti di erba e di fiori raccolti nella pianura di Lourdes, nei pressi della grotta delle apparizioni (quella che, all’epoca, era chiamata la tenuta Savy e che terminava, a punta, proprio alla grotta), a ricordo di quanto fecero i soldati di Mirat.
     Pochi anni dopo, però, nel 1830, salito al trono il re borghese Luigi Filippo, tra l’altro partecipe in gioventù della profanazione del Santuario di Le Puy, decreterà abolito il vassallaggio della terra di Bigorre e di Lourdes nei confronti della Vergine di Le Puy.
Secondo la legge feudale, i diritti del sovrano cessavano se, entro i 30 anni dall’incompiuto adempimento degli obblighi del vassallo, il sovrano non avesse rivendicato i propri diritti. Ed ecco che, come fa osservare il grande storico di Lourdes Emilio Brejon, un anno esatto prima della scadenza della cessazione dei diritti sovrani, la Vergine Maria si presentava a Lourdes per reclamare il suo dominio su quella terra che Dio, nella sua provvidenza, le aveva assegnato come luogo di grazia e di misericordia per i figli bisognosi. Apparendo alla giovane Bernardette vicino al luogo in cui i cavalieri di Mirat e poi le fanciulle di Lourdes avevano colto, lungo i secoli, fasci di erba e di fiori da portare al Santuario di Le Puy (e trasformatosi in seguito in un immondezzaio, pascolo di porci), la Vergine Maria non solo veniva a reclamare quel fazzoletto di terra a Lei donato, ma soprattutto quello ben più prezioso di quei cuori che il Figlio suo aveva riscattato a prezzo del suo Sangue e che l’illuminismo, il materialismo e l’ateismo le avevano strappato.
Interessante è notare come presso il Santuario di Le Puy sorgeva una fonte, tuttora esistente, su cui si leggeva e si legge ancora la seguente iscrizione: «Per grazia del potere di Dio, questa sorgente serve di medicina agli infermi e viene in loro soccorso gratuitamente, quando per essi a nulla più valgono i medici». Proprio a Lourdes, la Madonna farà sgorgare una sorgente miracolosa che curerà ogni sorta di malattia spirituale e materiale. La Madonna, che a Le Puy era stata invocata dai popoli d’Europa come l’Annunziata, dall’Angelo Gabriele chiamata “Piena di grazia”, e che ora si presentava a Lourdes come l’Immacolata, tutta grazia e candore, manifestava, ancora una volta, per Volontà di Dio, il suo ruolo unico e straordinario nel piano della salvezza, quale Avvocata, Mediatrice di grazia e di misericordia presso il trono dell’Altissimo, Signora, Sovrana e Regina del Cielo e della terra.

QUESTA SETTIMANA
Numero 47
del 03/12/2017

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