I FIORETTI
Qual è la vera realtà?
dal Numero 23 del 9 giugno 2019

Un giorno suor Eleonora Di Carlo, che era infermiera alla Casa Sollievo della Sofferenza, chiese a padre Pio di essere accolta come sua figlia spirituale. Il Santo le rispose: «Ma sai cosa significa per me dirti di sì?». E di fronte alla religiosa che rimaneva imbarazzata in silenzio, proseguì: «Che mi metti nei guai!».
La responsabilità della paternità non consisteva infatti solo del dare buoni consigli, ma nel farsi carico. A un giovane trentino malato di tubercolosi, che si era raccomandato a padre Pio e aveva ricevuto da lui l’assicurazione dell’assistenza nella preghiera, disse, vedendolo a San Giovanni Rotondo un paio di anni dopo completamente guarito: «Sappi che per te non c’era niente da fare. Tu però neppure immagini quanto ho dovuto soffrire e quale prezzo mi sei costato!».
Padre Pio, dunque, pagava per gli altri, come santa Caterina da Siena che rispose a un giovane che voleva divenire suo figlio spirituale: «Sarai mio figlio spirituale, dinanzi a Dio io mi prendo la responsabilità dei tuoi peccati passati, presenti, e quelli che farai».
Ecco la vera solidarietà: dichiararsi disposti a pagare il conto del fratello. «Nell’assegnare la penitenza – aveva dichiarato padre Pio –, prima che al penitente l’assegno a me stesso».
Di qui il senso vero delle mortificazioni, che non sono mai fine a se stesse e tanto meno servono per distanziarsi dagli altri: esse sono al contrario il modo più perfetto per formare un solo Corpo in Cristo. Scrive in proposito Barsotti: «Se anche dessimo la salute ai malati e la casa a tutti gli uomini, non avremmo fatto niente. La carità più grande è quella sovrannaturale, che unisce gli uomini a Dio. E che cosa di più grande che assumersi il peso del peccato? Quando tu curi un malato, rimani distinto da lui, mentre se ti offri per pagare per un’altra persona, veramente ti fai “uno” con quella persona. Nella riparazione ti identifichi con colui che ha peccato. Più di qualsiasi atto, questo compie l’unità. Unità così intima che neppure Dio può spezzare; è l’esempio di Mosè che dice: “O salvi questo popolo oppure cancella anche me dal libro della vita”».

Alessandro Gnocchi - Serafino Tognetti,
Padre Pio. Santo Eremita,
pp. 37-38