Gli incontri con Padre Pio: un bagno nella Verità
dal Numero 32 del 13 agosto 2017
di Suor M. Immacolata Savanelli, FI

L’amore di cui ardeva il cuore di Padre Pio verso la Madonna si nutriva di fede e di una singolare esperienza mistica, e si comunicava in modo efficace e diretto alle anime che avvicinavano il Santo, talvolta fino a farle bruciare del medesimo fuoco d’amore.

Nella Positio super virtutibus, redatta per il necessario iter canonico per la canonizzazione di Padre Pio, è stata presentata, tra le altre, la testimonianza di Padre Torquato da Lecore, Ministro provinciale di Padre Pio dal 1961 al 1963, che così esprime la fede mariana di questo primo Sacerdote stimmatizzato: «La fede viva di Padre Pio si manifestava nella devozione e nell’amore filiale e delicato che egli viveva per la Vergine Maria che chiamava sua madre. Quando da parte di alcuni, anche cattolici e sacerdoti, venivano posti in dubbio i privilegi gloriosi di Maria, come la sua verginità, la sua immacolatezza, la sua missione mediatrice, per Padre Pio era una vera sofferenza, che spesso esprimeva in modo forte e vorrei dire rude. Ogni volta che sono stato a San Giovanni Rotondo e ovunque ho incontrato Padre Pio, l’ho sempre trovato con la corona del Rosario in mano. Alla Vergine Santissima egli indirizzava, con vero fervore e delicatezza filiale, il saluto dell’angelo molte volte al giorno. Si dice che Padre Pio recitasse il Rosario mariano oltre 40 volte al giorno. Io non sono in grado né di confermare né di smentire questa affermazione. Quello che è certo è che poche anime hanno recitato tanti Rosari quanti ne ha recitati Padre Pio e che questa sua tenera devozione verso la Vergine Maria nasceva dalla fede che egli aveva nella posizione della Madonna nel piano divino della salvezza» (1).
Per poter avere, in qualche modo, un contatto con il “mondo” di Padre Pio e poter così cercare di capire per quanto possibile quell’«amore filiale e delicato» verso la Madonna che ardeva nel cuore di questo Santo, si può riportare un’altra testimonianza, quella del sacerdote Don Pierino Galeone, che, essendosi ammalato di tubercolosi mentre era nel seminario regionale di Molfetta, si recò da Padre Pio per la prima volta nel luglio del 1947 per chiedergli la grazia della guarigione. La sua prima impressione fu «di aver incontrato Gesù vivente in un uomo, più che un santo» (2) e nell’incontro si sentì inondare da una particolare gioia come per appagamento di ogni suo desiderio, tanto da poter scrivere: «Ero felice» (3). Egli afferma che: «Ogni incontro [con Padre Pio] era un bagno totale nella verità, un dolce naufragio nell’amore; stargli vicino era come stare accanto a una quercia ombrosa presso un fiume, sicuri, sereni e gioiosi». Un po’ oltre specifica ancora meglio come si svolgevano di solito i suoi incontri con Padre Pio: «Ero afferrato da lui e mi sentivo posseduto dal suo amore [...]. Tornavo e ritornavo più volte a San Giovanni Rotondo da solo e in compagnia e, sempre, nel vedere il Padre, rivivevo le impressioni del primo incontro. Mi guardava, ci abbracciavamo e con due parole: “Padre”, “Pierì”, finiva l’incontro. Padre Pio continuava le sue cose e io cominciavo a seguirlo come un bambino» (4).
Ma ecco come racconta quanto successe una volta: «Era il 14 agosto 1958, vigilia dell’Assunzione. All’imbrunire mi trovavo ancora nel convento e avevo già salutato Padre Pio. Mi accingevo a dare la buona notte al Guardiano, Padre Carmelo da Sessano, quando questi, uscito dalla sua cella, mi venne incontro incitandomi a recarmi con lui nella cella del Padre per chiedergli un pensierino sulla Madonna. Il Padre Guardiano entrò e io dietro di lui. Padre Pio era seduto su di una poltrona, con la corona del Rosario in mano. “Padre spirituale – chiese il Guardiano –; domani è l’Assunta, diteci un pensierino”. Padre Pio abbassò il capo e cominciò a singhiozzare e, a tratti, prese a dire: “La Madonna...”. Il singhiozzo diventò pianto; poi, con sforzo riprese: “La Madonna...”. Forti fremiti fecero sussultare tutto il Padre che continuò a piangere. “La Madonna”, ripeté per la terza volta, “è la Mamma nostra!”. Un pianto dirotto e irrefrenabile scosse il Padre il quale, a stento, riuscì a prendere il fazzoletto per asciugarsi le lacrime che, ormai, avevano bagnato tutto il suo viso. Non ebbe nemmeno il tempo e la forza di asciugarsi, tanto le lacrime erano incalzanti e continue. Egli allora abbandonò le mani sulle ginocchia e, piangendo, gridava: “La Madonna è la Mamma nostra, la Madonna è la Mamma nostra”. Io ero in ginocchio davanti a lui. Poggiai le mani sulle sue ginocchia e sussultavo con lui. Non me ne accorsi se piansi, ma certo mi sentii morire. Il Guardiano subito intervenne: “Padre, grazie, ma non piangete”. Padre Pio piangeva ancora. Allora il Guardiano, con voce forte e accorata, disse: “Padre, per favore, non piangete più, ci sentiamo morire!”. Io mi avvicinavo sempre più alle ginocchia del Padre che tremava. Poi, ecco dolcemente finì di piangere. Ancora pochi sussulti. Gli baciammo la mano, ci benedisse e, allontanandoci dalla cella, ci sentivamo bruciare il cuore d’amore alla Madonna, da dirci l’uno all’altro: “Io non riesco a contenere il fuoco d’amore alla Madonna che il Padre mi ha messo nel cuore. Abbiamo chiesto una parola ed egli ci ha donato un fuoco d’amore”» (5).
Da sottolineare l’espressione di Don Pierino: «Ogni incontro era un bagno totale nella verità, un dolce naufragio nell’amore». Padre Pio comunicava il suo mondo interiore, le verità di Fede che lui viveva, alle anime che avvicinava. L’intelletto e la volontà di queste anime ne erano soggiogati. In questa occasione, difatti, nella semplice espressione «la Madonna è la Mamma nostra», Padre Pio aveva sintetizzato tutto il ruolo della Beata Vergine Maria nel piano salvifico di Dio, e nella compenetrazione mistica di questa verità di Fede – che comprende anche il dolore della Madonna ai piedi della Croce, quando divenne nostra Madre – comunicata ai suoi due interlocutori, un fuoco d’amore per la Madonna, quello stesso fuoco che faceva ardere le sue viscere, aveva incendiato le loro volontà.
Al dire del Padre Angelo Pizzarelli, «Padre Pio ha imparato a conoscere la Madonna, ad amarla e a sentirla come mamma sperimentalmente, più che dai libri e dai discorsi» (6); egli ha sperimentato la maternità spirituale di Maria «in una maniera singolarissima, sublime ed unica nella storia della santità» (7) ed è proprio questa esperienza «il segreto dell’amore ardentissimo del Frate verso la Madre di Gesù; è la chiave che ci apre la porta del suo cuore, facendone fuoriuscire palpiti infuocati di tenera e vera devozione» (8) e chi si avvicinava al Santo, talvolta, faceva la stessa esperienza. 
Padre Pio, però, non voleva in nessun modo che i suoi figli spirituali si fermassero al puro sentire. A Padre Pellegrino che una volta gli chiese di insegnare ai suoi figli spirituali «la direttissima per arrivare a Gesù attraverso Maria, ma in una maniera più tangibile e più accessibile» (9), il Santo rispose: «Giovanotto, le vie che portano a Gesù sono infinite. Si sa da tutti che nessuna di queste vie può prescindere dalla Madonna [...]. La direttissima, per arrivare a Gesù attraverso Maria, non può prescindere dalla luce della fede. Senza questa luce fermati: non si può andare avanti al buio» (10).  

NOTE
1) Padre Torquato Cavaterri, Positio, pp. 415-416, citato in Padre Marcellino IasenzaNiro, Padre Pio, profilodi un santo, San Giovanni Rotondo 2010, p. 29.
2) Pierino Galeone, Padre Pio mio padre, Cinisello Balsamo (MI) 2005, p. 13.
3) Ibidem.
4) Ivi, p. 17.
5) Ivi, pp. 66-67.
6) A. Pizzarelli, Padre Pio: maestro di devozione mariana, San Giovanni Rotondo 1999, p. 38.
7) Ivi, p. 163.
8) Ivi, p. 38.
9) Padre Marcellino IasenzaNiro, Padre Pio parla della Madonna, San Giovanni Rotondo 2008, p. 68.
10) Ibidem.

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