RELIGIONE
Sono molti, oggi, i colpiti da satana? La testimonianza di don Gabriele Amorth
dal Numero 25 del 24 giugno 2018
di Fra Pietro Pio M. Pedalino

Pur scegliendo di ignorare la presenza del maligno, il mondo contemporaneo si trova a stretto contatto con esso, più di quanto non s’immagini. Lo hanno ricordato alcuni noti esorcisti.

Non varrebbe la pena dedicare tempo a conoscere il mondo dell’occulto e le sue principali manifestazioni nella odierna società se questo non costituisse una vera e propria “emergenza sociale”, nel senso che la sua influenza si estende, soprattutto negli ultimissimi anni, in modo dirompente ad una sempre più larga categoria di persone che, in seguito al contatto volontario o involontario, diretto o indiretto, con questo mondo tenebroso, pagano personalmente con un lungo e doloroso calvario che, a volte, può durare anche tutta la vita.
A questo andamento crescente della diffusione del fenomeno non solo non fanno da contraltare, nella Chiesa, una presa di coscienza e idonee contromisure da parte di coloro che, nel ministero, sono chiamati ad un importante e delicato servizio per il bene delle anime ma, al contrario, tutto ciò che concerne il mondo dell’occulto viene allontanato come qualcosa di scomodo e fastidioso (come una sorta di “medievalismo di ritorno”...) e le stesse persone che ne sono alle prese difficilmente trovano una persona preparata a cui rivolgersi.
Ciò si verifica sia per la diminuzione di esorcisti preparati e mossi da un’autentica carità pastorale che per una formazione sacerdotale secolarizzata, per cui ogni tipo di manifestazione “paranormale” viene con superficialità relegata all’ambito della psichiatria, senza svolgere nessun serio discernimento... E così tante persone, oltre alla sofferenza che deriva loro dall’ossessione diabolica, sono costrette a sopportare anche quella dell’incomprensione e dell’emarginazione proprio da parte di coloro da cui avrebbero diritto di sperare e ricevere un aiuto adeguato.
Verso la metà dello scorso mese di gennaio il padre Pat Collins, sacerdote irlandese, uno dei massimi esorcisti operanti in Europa, aveva riferito al The Irish Catholic «di essere quasi giornalmente inondato di richieste da parte di persone disperate che cercano il suo aiuto per affrontare ciò che ritengono essere possessioni demoniache o altri eventi correlati all’azione del maligno. Il prete ha detto di essere “sconcertato” dal fatto che i vescovi irlandesi non stiano prendendo iniziative per incaricare più preti ad occuparsi di tutti questi fenomeni, dalle persone che sostengono di avere visioni di spettri, a coloro che vengono scaraventati dai loro letti e persino ai casi di possessione in piena regola.
Secondo padre Collins, “è solo in anni recenti che la domanda è aumentata esponenzialmente”. [...]. Padre Collins ha riferito che per le autorità ecclesiastiche pensare che non ci sia richiesta di sacerdoti ben versati nel rituale apparentemente arcano dell’esorcismo significa essere “fuori dalla realtà” [...].
Padre Collins ha scritto una lettera aperta alla gerarchia in cui afferma di aver osservato una crescente apostasia all’interno della Chiesa. Scrive: “Come conseguenza vi è stato un crescendo dell’attività malevola del maligno”» (1).
Presentiamo, a questo punto, la testimonianza di uno dei più grandi esorcisti degli ultimi decenni, don Gabriele Amorth, che servirà a visionare, con un sguardo d’insieme, il triste quadro della situazione attuale (2).
«Una domanda che spesso mi sento rivolgere è se sono molti i colpiti dal maligno. In linea di massima penso che si possa ancora citare il parere del gesuita francese Tonquédec, noto esorcista: “C’è un grandissimo numero di infelici che, pur non presentando segni di possessione diabolica, ricorrono al ministero dell’esorcista per essere liberati dai loro patimenti: malattie ribelli, avversità, disgrazie di ogni specie. Gli indemoniati sono assai rari, ma questi infelici sono legione”.
È un’osservazione ancora valida se si considera la grande differenza tra i veri colpiti e coloro che chiedono una parola sicura all’esorcista, circa l’accavallarsi dei loro guai. Ma oggi è necessario tenere conto di tanti fattori nuovi, che non esistevano quando il padre Tonquédec scriveva. Ed è per questi fattori che io ritengo e ho esperienza diretta che il numero dei colpiti è grandemente aumentato.
Un primo fattore è la situazione del mondo consumistico d’Occidente, in cui il senso materialistico ed edonistico della vita ha fatto perdere la fede ai più. Credo che, soprattutto in Italia, una buona parte di colpa vada data al comunismo e socialismo, che con le dottrine marxiste hanno dominato in questi anni cultura, educazione, spettacolo. A Roma si calcola che alla Messa domenicale vada sì e no l’8% degli abitanti. È matematico: dove cala la religione cresce la superstizione. Da qui il diffondersi, specie tra i giovani, delle pratiche di spiritismo, magia, occultismo. Con l’aggiunta di ricerca dello yoga, zen, meditazione trascendentale: tutte pratiche fondate sulla reincarnazione, sul dissolversi della persona umana nella divinità o, comunque, su dottrine inaccettabili da un cristiano.
E non occorre più andare in India per mettersi alla scuola di un guru: lo si trova alla porta di casa; spesso con questi metodi, dall’apparenza innocua, si arriva a stati di allucinazione o di schizofrenia. Aggiungo il diffondersi a macchia d’olio di sètte, molte delle quali di diretto marchio satanico. La magia, lo spiritismo vengono insegnati da vari canali televisivi. Se ne trovano i libri pure nelle edicole, e il materiale per la magia viene diffuso anche con la vendita per corrispondenza.
Aggiungo varie serie di giornali e di spettacoli dell’orrore, dove al sesso e alla violenza si aggiunge spesso un senso di perfidia satanica. C’è poi il diffondersi di certe musiche di massa che coinvolgono il pubblico fino all’ossessione. Mi riferisco in particolare al rock satanico. Se ne fa interprete Piero Mantero nel suo libretto: Satana e lo stratagemma della coda (Edizioni Segno, Udine 1988). Invitato a parlare in alcune scuole superiori, ho toccato con mano la grande incidenza sui giovani di questi veicoli di Satana; è incredibile quanto siano diffuse nelle scuole superiori e inferiori varie forme di spiritismo e di magia (3). È ormai un male generalizzato, anche nei piccoli centri.
Né posso tacere come troppi uomini di Chiesa si disinteressino totalmente di questi problemi, lasciando i fedeli esposti e senza difese. Ritengo che sia stato un errore togliere quasi interamente gli esorcismi dal rito del Battesimo (e sembra proprio che di questo parere fosse anche Paolo VI); ritengo un errore aver soppresso, senza sostituzione, la preghiera a san Michele arcangelo, che si recitava alla fine di ogni Messa. Ritengo soprattutto una carenza imperdonabile, di cui faccio carico ai vescovi, di aver lasciato che si spegnesse tutta la pastorale esorcistica: ogni diocesi dovrebbe avere almeno un esorcista in cattedrale; ce ne dovrebbe essere uno nelle chiese più frequentate e nei santuari. Oggi l’esorcista è visto come un essere raro, pressoché introvabile; invece la sua attività ha un valore pastorale indispensabile, che affianca la pastorale di chi predica, di chi confessa, di chi amministra gli altri Sacramenti. La gerarchia cattolica – continua padre Amorth – deve recitare fortemente il “mea culpa”. Conosco molti vescovi italiani; non ne conosco nessuno che abbia fatto esorcismi, che abbia assistito a esorcismi, che senta adeguatamente questo problema. Non esito a ripetere quello che ho pubblicato altrove: se un vescovo, dietro ad una seria richiesta (non per la richiesta di uno squilibrato), non provvede personalmente o per mezzo di un sacerdote delegato, commette peccato mortale d’omissione. [...].
C’è voluto il cinema per ridestare interesse al tema. Radio Vaticana, il 2 febbraio 1975, ha intervistato il regista del film L’esorcista, William Friedkin, e il teologo gesuita Thomas Bemingan, che agì da consulente durante le riprese. Il regista ha affermato di aver voluto narrare un fatto, traendo la trama da un romanzo che, a sua volta, narrava un episodio veramente accaduto nel 1949. Se poi si è trattato di vera possessione diabolica o no, il regista ha preferito non pronunciarsi e dire che era un problema per i teologi e non per lui.
Il padre gesuita, alla domanda se quello è stato uno dei soliti film dell’orrore o qualcosa di diverso, ha optato decisamente per la seconda ipotesi. Basandosi sull’enorme impatto che il film ha avuto sul pubblico di tutto il mondo, ha affermato che, a parte certi dettagli spettacolari, il film trattava con molta serietà il problema del male. E ha risvegliato l’interesse per gli esorcismi, ormai dimenticati».  

NOTE
1) M. Blondet, Padre Collins, esorcista, alla gerarchia: “L’apostasia cresce all’interno della Chiesa. Come conseguenza vi è stato un crescendo dell’attività del maligno” (28.2.3028), in www.maurizioblondet.it
2) Don G. Amorth, Un esorcista racconta, Edizioni Dehoniane, Roma 1991, pp. 55-58.
3) Si leggano in proposito i fatti agghiaccianti avvenuti nel mese di febbraio legati all’attività di una strega operativa nel Bresciano: Giovanna de Micheli, Strega in classe invoca gli spiriti: genitori all’oscuro (12.03.2018), in http://www.lanuovabq.it