MARIA SS.MA
Le Apparizioni a Rue du Bac
dal Numero 6 del 9 febbraio 2014
di Roberto Ciccolella

Ora lo sguardo alla Capitale francese. Di seguito l’introduzione alla prima Apparizione della Santissima Vergine a Rue du Bac a una Santa Novizia, protagonista di un’importante missione.

Introduzione

È un’epoca buia; quelli in cui viviamo sono giorni avvolti dalle nebbie della confusione e del disordine. L’umanità combatte contro una crisi economica che null’altro è se non il riflesso della sua decadenza morale e ancor più dell’aver voltato le spalle a Dio. E questo fatto non è nuovo, ha le sue radici molto, molto lontano. Ma è già da più di due secoli che le cose vanno sempre peggio. Allora andiamo ai fatti, alla storia vera che vi racconteremo. La storia di un’anima santa in un tempo di confusione, la storia di Rue du Bac.
Il tempo: 1830. Il luogo: Parigi. La Capitale europea solo apparentemente è tornata all’ordine dopo il caos della Rivoluzione francese e il mattatoio a cielo aperto dell’epoca di Napoleone. Sono i primi di luglio. La gente lavora alacremente nelle botteghe, i ragazzini giocano al duello con bacchette di legno, le carrozze dei signori avanzano spedite sulle strade, nei caffè si legge Le National, il nuovo giornale di opposizione che attacca frontalmente la monarchia borbonica di Carlo X. L’aria sta per surriscaldarsi e l’epoca della Restaurazione comincia a volgere alla fine. Di lì a pochi giorni si respirerà l’olezzo della polvere da sparo e – al canto della marsigliese – vicoli e piazze saranno affollati di cadaveri e barricate.
Ma noi vogliamo raccontarvi di Caterina, una novizia delle “Figlie della Carità” di san Vincenzo, che è da poco entrata nel convento di Rue du Bac, a metà strada tra la Senna e il Montparnasse, e di questa temperie non ha alcuna idea. Ha 24 anni, finora tutti dedicati al lavoro in campagna e alla cura dei fratellini. Quando ne aveva solo dieci, Zoe – il suo nome di Battesimo – ha perso la mamma e così è cresciuta abbastanza forte da resistere ai tentativi del papà di fermare la sua vocazione. Il 18 luglio del 1830, prima di addormentarsi, desidera fortemente vedere la Madonna.

La prima Apparizione della Vergine

Diamo, allora, prima di entrare nel vivo del valore e del significato dell’Apparizione parigina, un rapido sguardo agli eventi che hanno visto protagonista l’umile veggente, santa Caterina. La presentazione dei fatti ci permetterà di ambientarci a dovere prima di affrontare, come di consueto, i nuclei esplicativi di questa mariofania. Sentiamo il racconto dalla stessa voce della veggente, seguendo il memoriale che 4 anni più tardi redige su ordine del suo direttore spirituale.
«Alle undici e mezzo mi sento chiamare per nome: “Suor Labouré! Suor Labouré!”. Svegliatami, guardo dalla parte da dove proveniva la voce, che era dal lato del passaggio del letto. Tiro la tenda e vedo un bambino vestito di bianco, dai quattro ai cinque anni, il quale mi dice: “Venite in cappella, la Santa Vergine vi aspetta”. Immediatamente mi viene da pensare: “Mi sentiranno!”. Ma quel fanciullo mi risponde: “State tranquilla: sono le undici e mezzo e tutti dormono profondamente. Venite che vi aspetto”. Mi affrettai a vestirmi e seguii il bambino che era restato in piedi senza spingersi oltre la spalliera del letto.
Il fanciullo mi seguì – o meglio, io seguii lui dovunque passava – tenendosi sempre alla mia sinistra. I lumi erano accesi dappertutto dove noi passavamo, il che mi sorprendeva molto. Rimasi però assai più meravigliata all’ingresso della cappella, quando la porta si aprì, appena il bambino l’ebbe toccata con la punta di un dito. La meraviglia poi fu ancora più completa quando vidi tutte le candele e tutte le torce accese, come alla Messa di mezzanotte. Però non vedevo ancora la Madonna.
Il bambino mi condusse nel presbiterio, accanto alla poltrona del Signor Direttore, dove io mi posi in ginocchio, mentre il bambino rimase tutto il tempo in piedi. Poiché mi sembrava che passasse molto tempo, ogni tanto guardavo per timore che le suore vegliatrici passassero dalla tribuna.
Finalmente giunse il momento. Il fanciullino mi avvertì, dicendomi: “Ecco la Santa Vergine, eccola!”. Sentii un rumore, come il fruscio di vesti di seta, venire dalla parte della tribuna, presso il quadro di San Giuseppe, e vidi la Santa Vergine che venne a posarsi sui gradini dell’altare dal lato del Vangelo. Era la Santa Vergine, ma a me sembrava Sant’Anna, solo il volto non era lo stesso. Io non ero certa se si trattasse della Madonna, ma il bambino mi disse: “Ecco la Madonna!”.
Dire ciò che provai in quel momento e ciò che succedeva in me, mi sarebbe impossibile. Mi sembrava di non riconoscere la Santa Vergine. Fu in quel momento che quel bambino mi parlò, ma non più con voce da bambino, ma come un uomo... Io, guardando la Santissima Vergine, spiccai allora un salto verso di Lei, ed inginocchiatami sui gradini dell’altare, appoggiai le mani sulle ginocchia della Santa Vergine. Quello fu il momento più dolce della mia vita. Dire tutto ciò che provai mi sarebbe impossibile.
La Madonna mi spiegò come dovevo comportarmi col mio direttore e parecchie cose che non debbo dire. Mi insegnò il modo di regolarmi nelle mie pene e, mostrandomi con la sinistra i piedi dell’altare, mi disse di andarmi a gettare ai piedi dell’altare ad espandervi il mio cuore, aggiungendo che là avrei ricevuto tutti i conforti di cui ho bisogno. La Madonna mi disse: “Figlia mia, il Buon Dio vuole incaricarvi di una missione. Essa sarà per voi fonte di molte pene, ma le supererete pensando che sono per la gloria del Buon Dio. Avrete la grazia; dite tutto quanto in voi succede, con semplicità e confidenza. Vedrete certe cose, sarete ispirata nelle vostre preghiere; riferitele a chi è incaricato di guidarvi”.
Io allora chiesi alla Santa Vergine la spiegazione delle cose che mi erano state mostrate [Caterina si riferisce ad alcune visioni avute precedentemente]. E la Madonna rispose: “I tempi sono cattivi. Gravi sciagure stanno per abbattersi sulla Francia. Il trono sarà rovesciato. Tutto il mondo sarà sconvolto da disgrazie d’ogni specie (la Santa Vergine, dicendo questo aveva l’aspetto molto addolorato). Ma venite ai piedi di questo altare. Qui le grazie saranno sparse sopra tutte le persone che le chiederanno con fiducia e fervore: grandi e piccoli”». Poi la Madonna aggiunse alcune cose riguardanti la comunità religiosa di suor Caterina e continuò come segue: «“Sopraggiungeranno grandi mali. Il pericolo sarà grande. Ma non temete, la protezione di Dio è sempre là in una maniera particolare e San Vincenzo proteggerà la Comunità. Io stessa sarò con voi, ho sempre vegliato su di voi. Vi accorderò molte grazie. Arriverà un momento in cui il pericolo sarà grande e tutto sembrerà perduto, ma io sarò con voi. Abbiate fiducia. Avrete prove evidenti della mia visita e della protezione di Dio e di quella di San Vincenzo sulle due Comunità.
Ma non sarà lo stesso per le altre comunità. Ci saranno vittime (dicendo questo la Santa Vergine aveva le lacrime agli occhi). Ci saranno vittime nel clero di Parigi: l’Arcivescovo morirà (di nuovo la Madonna versò lacrime). Figlia mia, la Croce sarà disprezzata... Scorrerà il sangue. Apriranno di nuovo il Costato di Nostro Signore... (Qui la Santa Vergine non poteva più parlare, un gran dolore le era dipinto sul volto). Figlia Mia..., il mondo intero sarà nell’afflizione”.
      Quanto tempo restai con la Madonna, non saprei dirlo. Tutto quello che so è che se ne andò scomparendo come un’ombra che svanisce, io mi accorsi solo di qualcosa che si spegneva, e poi solo un’ombra che si dirigeva verso la tribuna, dalla parte da cui era venuta.
Alzatami dai gradini dell’altare, mi accorsi del bambino, là dove l’avevo lasciato, il quale mi disse: “Se ne è andata!”. Rifacemmo la stessa strada, trovando sempre tutti i lumi accesi e avendo quel bambino sempre alla mia sinistra.
Credo che quel bambino fosse il mio Angelo Custode, resosi visibile per farmi vedere la Santa Vergine, perché io infatti l’avevo molto pregato di ottenermi un tal favore. Era vestito di bianco e portava con sé una luce miracolosa, ossia era sfolgorante di luce, dell’età dai quattro ai cinque anni. Tornata a letto, sentii suonare le due e non ripresi più sonno». 

Continua