MARIA SS.MA
Maria Santissima, mediatrice del dono della Fede
dal Numero 26 del 30 giugno 2013
di Padre Luca M. Genovese, FI

La nostra fede partecipa della fede della Beata Vergine Maria. Per la sua mediazione san Giovanni ed Elisabetta furono santificati. Dio gradisce operare meraviglie nelle anime attraverso questa mirabile Creatura, la quale è “creatrice della nostra fede”.

Il grande esegeta dell’antichità, Origene (†254), padre della scuola teologica di Alessandria d’Egitto, mostra già una sviluppata Mariologia e dimostra dalla Scrittura come Maria Santissima sia mediatrice dell’atto di fede in Cristo per tutte le creature.
Interpretando l’episodio della visitazione di Maria Santissima a santa Elisabetta (cf. Lc 1,39-56), nota che proprio quella visita fu preparata dal Signore Gesù per “consacrare” Giovanni, cioè per dargli per mezzo di Maria quella fede che lo farà “battezzatore e precursore del Signore” nel suo ministero al Giordano: «I più buoni vanno dai meno buoni per procurare loro qualche vantaggio con la loro venuta. Così anche il Salvatore andò da Giovanni per santificare il suo Battesimo; e Maria, dopo aver udito il messaggio dell’Angelo, cioè che stava per concepire il Salvatore e che la sua cugina Elisabetta era incinta, “si alzò e si recò in fretta alla montagna, ed entrò nella casa di Elisabetta” (cf. Lc 1,39-40). Gesù che era nel seno di Lei, aveva fretta di santificare Giovanni che si trovava nel grembo della madre» . È evidente secondo Origene che la “visitazione della Vergine” fa parte di un piano divino di Salvezza, preparato e predestinato dalla Sapienza divina per portare per mezzo della Vergine i frutti della Redenzione al piccolo Giovanni, figlio di Elisabetta, presente nel suo grembo. Il primo dono che viene dalla grazia di Cristo è senz’altro la fede: come nel Battesimo oggi i genitori chiedono a Dio la fede per il loro bambino quando lo portano al Fonte battesimale, così anche Giovanni Battista ricevette per la prima volta la fede da Cristo con la mediazione di Maria Santissima, perché così, nella sua imperscrutabile sapienza, Dio aveva stabilito prima dei secoli: che Maria fosse la Mediatrice di tutta la fede della Chiesa e di ogni singolo atto di fede di ciascun credente.
Non vi può essere vera fede senza la mediazione di Maria, perché ad Essa Dio ha affidato non solo il patrimonio di tutta la grazia ma anche il potere di distribuirla a ciascun fedele secondo la necessità ed il tempo opportuno. Non sembri che questo sia un sopravvalutare la Madonna perché il dono perfetto fatto da Dio a questa sublime creatura ridonda a vantaggio di tutti noi! Chi non vorrebbe dipendere dall’azione della migliore in assoluto tra tutte le madri, la Mamma tenerissima e amorosissima di Dio e dell’umanità intera?
«Prima che venisse Maria per salutare Elisabetta – continua Origene – il fanciullo non esultò nel seno (cf. Lc 1,41); ma non appena Maria ebbe pronunciata la parola che il Figlio di Dio nel suo seno le aveva suggerito, “esultò il fanciullo per la gioia” (cf. Lc 1,44), e da allora Gesù fece del suo precursore un profeta» . Come qui si vede, l’esultanza di Giovanni dipende esclusivamente dalle parole che sono uscite dalla bocca di Maria. Misteriosamente queste parole sono parole di grazia perché nascondono Cristo stesso, anche se all’apparenza formale, dice l’evangelista Luca, sono il semplice saluto che Maria rivolse ad Elisabetta nell’atto di incontrarla. Ma in quel saluto c’è tutta la potenza, la forza, la sublimità dell’azione di Dio. Basta il saluto di questa creatura privilegiata tra tutte le altre per infondere la grazia indefettibile della fede e della consacrazione del Signore al piccolo bambino che risiede nel grembo della madre Elisabetta. Questa è la potenza di Maria, questa è l’importanza di Maria nel piano divino di Salvezza portato nel mondo da Cristo: Maria con la sua parola è non solo portavoce dell’Onnipotente, come potrebbe esserlo qualsiasi profeta, ma distributrice e perfezionatrice della grazia con il semplice influsso della sua parola. C’è qualcosa di arcanamente misterioso e divino nella parola di Maria che è ricolma di Spirito Santo ed è inscindibilmente unita al Figlio per il dono della maternità divina: la sua parola è creatrice! La parola pronunciata da Maria somiglia molto a quella che Dio pronunciò nei sei giorni della creazione: «Dio disse: “Sia la luce!”. E la luce fu» (Gen 1,3). Basta la parola divina del Creatore e tutte le cose sono fatte al semplice suono di questa parola. Così allo stesso modo la parola di Maria, ormai totalmente avvolta dallo Spirito, riesce ad infondere in Giovanni Battista ed in ogni altra creatura il dono della fede e della grazia per mezzo di Cristo che si è incarnato in Lei. La Maternità divina di Maria dura per sempre, non viene meno nel tempo; dunque la parola potente e creatrice del Signore opera sempre in Lei per qualunque opera Ella decida di compiere seguendo la sublime sapienza dei disegni dell’Altissimo. Così in tutto il corso della storia, dai tempi della visita ad Elisabetta fino a noi, Maria è creatrice della nostra fede con le sue azioni potenti di grazia e di misericordia a vantaggio di tutta la Chiesa e dei singoli fedeli allo stesso tempo: basti pensare alle grandiosi apparizioni della Vergine a Lourdes e a Fatima nelle quali Ella ha confermato e sostenuto la Dottrina e la vita della Chiesa e dei cristiani nei difficili tempi della persecuzione dell’ateismo e del razionalismo moderno. La Madonna può far questo, ci spiega Origene, perché è l’unica, solerte e perenne custode dello Spirito Santo, di cui è interamente ricolma: «Era necessario che Maria, che era quanto mai degna di essere madre del Figlio di Dio, salisse sulla montagna dopo il colloquio con l’angelo e dimorasse sulle vette. Per questo sta scritto: “In quei giorni Maria si alzò e si recò alla montagna” (cf. Lc 1,39). Doveva del pari, non essendo affatto pigra nel suo zelo, affrettarsi sollecitamente e, ricolma dello Spirito Santo, essere condotta sulle vette, essere protetta dalla potenza di Dio la cui ombra l’aveva già ricoperta. Venne dunque in una città di Giuda, nella casa di Zaccaria e salutò Elisabetta. Ed accadde che non appena Elisabetta udì il saluto di Maria, esultò il fanciullo nel suo seno ed ella fu piena di Spirito Santo (cf. Lc 1,40). Non vi è perciò alcun dubbio che colei che allora fu ricolmata di Spirito Santo, lo fu a causa del suo figlio. Non fu infatti la madre a meritare per prima lo Spirito Santo; ma quando Giovanni, ancora chiuso nel seno materno, ebbe ricevuto lo Spirito Santo, Elisabetta, a sua volta, dopo la santificazione del figlio, “fu ricolmata di Spirito Santo” [...]. Maria fu dunque ripiena di Spirito Santo dal momento in cui cominciò ad avere nel grembo il Salvatore. Non appena ricevette lo Spirito Santo, Creatore del Corpo del Signore, ed il Figlio di Dio cominciò a vivere in Lei, anche Maria fu ricolmata di Spirito Santo» 3].
Oggi la nostra fede langue per la poca considerazione ed il poco amore che abbiamo verso la Santa Madre di Dio: accogliamola nella nostra casa, nella preziosa dimora del nostro cuore, e come Elisabetta riceveremo il premio della santa fede, tanto necessaria per lottare e vincere le insidie del diavolo, oggi numerosissime, ed essere graditi a Dio!

Note
1] Origene, Omelie su Luca VII, 1 (PG 13, 1817).
2] Ibidem.
3] Ibidem.