MARIA SS.MA
La Virgo potens, nel racconto di un esorcismo
dal Numero 23 del 12 giugno 2016

Il Figlio di Dio, facendosi carne, divenne anche figlio di Maria; così ogni uomo, diventato in Lui figlio di Dio, diventa in Cristo anche figlio di Maria. Lo speciale potere che Dio ha dato a Maria Vergine contro il demonio è usato da Lei a beneficio dei suoi figli.

La Santa Chiesa nella sua Liturgia attribuisce a Maria Santissima l’espressione del Cantico: «Terribile come schiere di vessilli spiegati» (Ct 6,4), vedendo in Lei il potentissimo aiuto contro le potenze anti-cristiane, anzitutto quelle preternaturali di satana e dei suoi alleati.
Qualche anno fa, il Padre Francesco Bamonte, Sacerdote dei Servi del Cuore Immacolato, esorcista nella diocesi di Roma e presidente dell’associazione degli esorcisti italiani, ha dato alle stampe un libro dal titolo La Vergine Maria e il diavolo negli esorcismi. Queste pagine raccolgono la testimonianza viva e diretta di questa realtà che egli ha toccato più volte con mano durante il suo ministero: l’irriducibile contrasto tra Maria Immacolata, la tutta Grazia, e il diavolo, padre di ogni peccato, con l’attestazione consolantissima della perenne vittoria della Santa Vergine che schiaccia ogni volta la testa a satana, com’è rivelato dalla Genesi (cf. 3,15).
San Giovanni Paolo II, commentando questa scena biblica in cui si esprime la potenza benefica e anti malefica della Virgo potens, disse: «Maria, Madre del Verbo incarnato, viene collocata al centro stesso di quella inimicizia, di quella lotta che accompagna la storia dell’umanità sulla terra e la storia stessa della salvezza. [...] Di questa storia Maria rimane un segno di sicura speranza» (Redemptoris Mater, n. 11).
Qui è però il demonio stesso a doverlo ammettere. A dover ammettere, suo malgrado e sua vergogna, che Dio ha scelto ciò che nel mondo è piccolo, umile e debole, per fare “cose grandi” e portentose.
Maria Santissima è diventata Madre di ogni uomo dal momento dell’Incarnazione, quando, nel suo grembo verginale, il Verbo di Dio, per opera dello Spirito Santo prese la nostra natura umana. In quel momento il Figlio di Dio «unì in qualche modo a sé ogni uomo» (Gaudium et spes, n. 22) e poiché ciò avvenne in Maria, Ella divenne, per mezzo di Lui, anche Madre di tutta l’umanità e di ogni uomo.
Pio XII esortava i fedeli: «Godano dunque tutti i fedeli cristiani di sottomettersi all’impero della vergine Madre di Dio, la quale, mentre dispone di un potere regale, arde di materno amore» (Ad Coeli Reginam, 1954, n. 18). Quanto bisogno abbiamo oggi di Maria, la Madre “onnipotente per grazia”!

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Per la liberazione di una donna, furono necessari quasi due anni di esorcismi, al ritmo di uno alla settimana. A liberazione avvenuta, le chiesi di descrivere ciò che aveva provato in quei momenti. Questa la sua testimonianza: «Il mostro – così ella ha definito quella presenza malefica – si agitava scompostamente, aveva perso tutta la sua abituale arroganza, sembrava disperato. Tentava di mordere le mani che lo tenevano, di gettare via il crocifisso che mi era stato appoggiato sul petto e, con mio grande dolore, di sputarci sopra. A un tratto mi sentii inondare da una luce bianchissima, avvolgente, che a me donava una sensazione di pace dolcissima, mentre al mostro provocava dolori atroci, per cui io percepivo una sensazione di soffocamento e di liberazione allo stesso tempo. Quella gran luce sembrava scendere come una specie di velo, che stava avvolgendo tutti coloro che erano in quella sala, compresa me, e trafiggeva come mille spade gli occhi del mostro, che urlava dimenandosi e dicendo che il manto di Quella (evidentemente si riferiva al manto della Madonna) stava avvolgendo tutti noi che eravamo presenti, e questo gli provocava una terribile sofferenza, che lo faceva contorcere in un modo indescrivibile. Alla fine lanciò un urlo mai sentito prima e io mi sentii stravolgere, come se mi avessero rivoltata completamente da dentro a fuori. Poi ci fu improvvisamente calma e silenzio e io aprii gli occhi, svegliandomi da sola dalla trance, ritrovandomi a pregare istintivamente l’Ave Maria che stavano pregando tutti coloro che erano intorno a me».
Questo è ciò che ha testimoniato la donna della sua liberazione. Invece noi, che eravamo presenti e potevamo vedere le reazioni del demonio, lo sentimmo dire: «Mandala via, mandala via, mandala via! In questi giorni tutti la nominano, tutti la chiamano, tutti dicono il suo nome. Troppa luce, troppa luce, troppa luce!».
    Io gli ordinai di dirmi cosa fosse quella luce ed egli mi rispose: «Lei è qui, sempre Lei! Lei è la regina del mio dolore! Lei mi annienta in continuazione. Lei non fa nient’altro che pregare per voi suo Figlio, e in tutto viene esaudita. Nessun umano doveva avere questo potere». Dopo qualche secondo aggiunse: «Perché ci ha umiliati così? Ci ha messo al di sotto di tutti. Il suo Figlio, che doveva essere solo Dio, è diventato anche uomo, e per farlo, Lui ha scelto una donna. Quella che ora è qui, l’umilissima». Qualche attimo dopo lo sentimmo ancora gridare e diceva: «Avvolgi loro, ma lasciami fuori. Lasciami fuori da questo manto, non lo voglio. Loro sono tuoi figli, io no. Lasciami fuori, quel manto mi distrugge, lasciami fuori!». Qualche attimo ancora di contorsioni e di urla, poi cominciò ad assumere le stesse espressioni di un moribondo, finché la donna emise qualcosa che era insieme un urlo e una lunga espirazione, al termine della quale sembrò che gettasse sul pavimento qualcosa di invisibile, che le usciva dalla bocca. Si risvegliò subito dalla trance e cominciò a dire l’Ave Maria insieme con noi. I successivi controlli, nelle settimane seguenti, dimostrarono che era avvenuta una reale liberazione. Quando questa liberazione fu per noi ormai certa, ci inginocchiammo e, come anche il rituale degli esorcismi invita a fare, pieni di gioia recitammo il Magnificat.

Francesco Bamonte,
La Vergine Maria e il diavolo negli esorcismi,
pp.182-184