MARIA SS.
Consacrarmi a Maria? Le risposte alle domande più comuni
dal Numero 18 del 8 maggio 2022
di Fra’ Pietro Pio M. Pedalino

Cari Lettori, come ogni anno Il Settimanale di Padre Pio vi propone per il mese di maggio il Corso di preparazione alla Consacrazione a Maria. Ma sono tante le domande che affiorano sull’argomento. Le abbiamo raccolte per dare a tutti una risposta sintetica ma completa. Dal prossimo numero inizieranno così le puntate di questa sorta di Piccolo Catechismo in domande e risposte sulla Consacrazione mariana. Buona lettura!

• Cosa significa “consacrarsi” a Maria?

La consacrazione a Maria può essere correttamente definita come donazione di se stessi alla Vergine Maria. Con essa si intende qualcosa di più forte rispetto ad una semplice devozione e cioè il sentirsi figli di Maria e tributarle quell’onore minimo che un figlio deve dare alla Madre: si tratta di un dono affinché Lei disponga interamente di colui o di colei che le si consacra in modo che dipenda da Lei come un piccolo bimbo dalla sua madre. Intesa in questo modo, la consacrazione ha delle radici innanzitutto bibliche ed evangeliche. Infatti, l’evangelista san Giovanni riporta nel suo Vangelo due parole testamentarie di Gesù sulla Croce: «Figlio, ecco tua Madre!» e «Madre, ecco Tuo figlio!» (Gv 19,26). Si compie quindi la donazione-affidamento del figlio alla Madre e poi della Madre al figlio.

 

• Perché la consacrazione a Maria e non a Gesù? Non ci si consacra solo a Dio, nel Battesimo? L’autore e il destinatario di una consacrazione non è soltanto Dio?

Ci si consacra alla Madonna perché Ella è stata scelta dalla Sapienza increata come protagonista della Storia della salvezza, Nuova Eva accanto al Nuovo Adamo, madre dei viventi, Corredentrice e Mediatrice di tutte le grazie. Nella misura in cui altre consacrazioni si pongono a servizio delle esigenze inerenti al Battesimo, esse sono non solo possibili ma anche convenienti. La consacrazione a Maria non annulla né diminuisce il valore della consacrazione battesimale ma piuttosto aiuta a viverla più perfettamente, in quanto si presenta come una rinnovazione delle promesse battesimali formulate all’atto del Battesimo: rinunciare a Satana, al peccato, alla sua schiavitù ed alle sue seduzioni e credere in Dio, il che comporta un donarsi a Dio, a Gesù Cristo, ponendosi al servizio di Dio. Con questa consacrazione, tuttavia, si fa qualcosa di più rispetto a quanto abbiamo fatto nel Battesimo, in quanto erano i nostri padrini e le nostre madrine che esprimevano, in nostra vece, le rinunzie a Satana ed alle sue opere. Con la consacrazione, si agisce di persona con volontà e cognizione di causa, si dona a Gesù il valore delle nostre azioni e ci si consacra a Gesù per mezzo di Maria.

 

• Come avviene la consacrazione? In cosa consiste questo gesto?

La consacrazione si attua mediante la recita di una formula con cui si esplicita la propria volontà e disponibilità a donarsi a Maria Santissima, radicalizzando i propri impegni di vita cristiana attraverso una devozione mariana più forte di quella richiesta in forza del proprio semplice essere cristiano; con questo gesto, lungi dall’essere un puro formalismo, si manifesta esteriormente l’intenzionalità che si tradurrà poi in impegni di vita seri e concreti.

 

• Quali sono le condizioni per poterlo compiere?

Le condizioni per poter compiere l’atto di consacrazione sono poche ma necessarie ed irrinunciabili: frequentare un corso di consacrazione per poter essere preparati teoricamente e praticamente sul significato e le esigenze pratiche della consacrazione; occorre poi disporsi con la buona volontà per mettere in atto quegli impegni di vita relativi alla vita di consacrazione che si va ad abbracciare e che generalmente vengono indicati nei corsi di preparazione; poiché, infine, vita di consacrazione e peccato mortale sono incompatibili è necessario che nel momento in cui si emette l’atto di consacrazione non ci si trovi uno stato di peccato grave o, in caso ci si trovi, lo si abbandoni e ci si confessi per rimettersi in grazia di Dio.

 

• Quali cambiamenti di vita e di comportamenti esige nella vita del consacrato?

La vita mariana di consacrazione non scorre parallela alla vita cristiana, cioè: se quest’ultima fosse difettosa e tale rimanesse o addirittura peggiorasse, non avrebbe alcun senso consacrarsi alla Madonna perché l’atto di consacrazione comporta una tensione verso una più autentica vita cristiana. Ecco perché le condizioni fondamentali suddette devono essere presenti al momento in cui si emette l’atto di consacrazione. Non occorre però, chiaramente, che il candidato alla consacrazione abbia già vinto la sua battaglia personale contro peccato veniale, imperfezioni e difetti: è proprio per questo che ci si consacra alla Madonna affinché, mediante la consacrazione, si riceva da Lei la grazia di superarli per diventare più santi e corrispondenti alla volontà di Dio.

 

• Cosa cambia nella vita di una persona che si consacra a Maria?

La consacrazione determina un cambiamento nella vita interiore di una persona che da quel momento è sotto una cura specialissima di Maria. Non è meno vero che tale consacrazione può produrre pochissimi frutti se è poco vissuta o se addirittura è totalmente trascurata dalla persona che si è consacrata.

 

• Esistono diverse tipologie di consacrazione a Maria? Oppure una gradualità, una differente intensità, un grado maggiore o minore di impegno in chi si consacra alla Madonna?

Sì, esistono diversi gradi nella consacrazione a Maria che, come gradini di una scala, tendono però a far raggiungere all’anima consacrata la vetta – di fatto oltre che nell’intenzionalità – della perfetta e piena donazione all’Immacolata. Esistono fondamentalmente due gradi di consacrazione mariana: quello semplice e quello radicale. Il primo esige la sequela di impegni di vita cristiani e mariani all’insegna della donazione all’Immacolata con il coinvolgimento della sfera della preghiera, della formazione e dell’apostolato; al secondo si giunge dopo aver emesso e vissuto del tempo congruo nello stato di consacrazione semplice e dopo aver condotto un adeguato cammino di fede che può durare uno o più anni. Elementi comuni, in ogni caso, alle varie forme e gradi di consacrazione sono:

- la volontà di appartenere a Maria;

- la volontà di ricorrere a Lei come aiuto per la propria santificazione;

- la scelta di una spiritualità mariana donando importanza e tempo alla preghiera e ad atti di devozione e apostolato mariani;

- la volontà di chiudere per sempre con il peccato mortale e la volontà di combattere i peccati veniali volontari anche nella frequenza;

- la frequenza assidua ai Sacramenti.

 

• Si può fare una consacrazione alla Madonna recitando una semplice formula, senza aver fatto un corso di preparazione?
Non avrebbe alcun senso fare un atto di consacrazione senza aver prima frequentato un corso di consacrazione perché questa pratica di devozione mariana consiste essenzialmente in uno stato e stile di vita che bisogna capire in cosa consista e come vada vissuto alla luce di quegli imprescindibili contenuti teorici che, anch’essi, sono offerti in corsi specifici di preparazione alla consacrazione. Senza frequentarne uno non è possibile emettere un atto di consacrazione valido e che abbia un riscontro effettivo nella vita di pietà della persona interessata.  

 

• Posso consacrare a Maria una persona, senza che questa lo sappia? E una persona atea, perché si converta?
Per consacrare alla Madonna altre persone, si richiede in colui che compie la consacrazione un vero potere di autorità sulla persona da consacrare affinché, chi la effettua, possa agire in nome e per conto del consacrando. Ad esempio, la famiglia può essere consacrata soltanto dal capo di casa o da chi ne fa le veci. La parrocchia può essere consacrata solo dal parroco, la diocesi solo dal Vescovo, il municipio solo dal sindaco, il mondo dal Papa, una nazione dal capo di quella nazione. Per quanto riguarda invece determinate persone che non siano autoritativamente dipendenti da altre, vale il principio che la consacrazione non è valida ma è pur vero che quanto più i vincoli che intercorrono tra il “consacrante” e il “consacrando” sono stretti e il desiderio del bene altrui intenso, anche se non si può parlare tecnicamente di consacrazione, si realizzano comunque atti di affidamento molto forti ed è di grande utilità farli o farli fare.

 

• In pratica cosa dono alla Madonna quando mi consacro a Lei?
Con la consacrazione si dona tutto alla Vergine Maria. San Luigi dice: «Con la Consacrazione, il consacrato si dona interamente e perfettamente a Maria per essere, per mezzo suo, totalmente di Gesù». Bisogna dare a Maria:


- il nostro corpo con tutti i suoi sensi e le sue membra;
- la nostra anima con tutte le sue facoltà;
- i nostri beni esterni, cosiddetti di fortuna, presenti e futuri;
- i nostri beni interni e spirituali, vale a dire i nostri meriti, le nostre virtù, le nostre buone opere passate, presenti e future;


«Bisogna dare a Maria tutto quanto abbiamo nell’ordine della natura e della grazia, della gloria, ciò senza alcuna riserva di nemmeno un soldo, di un capello o di una minima buona azione».

 

• E la Madonna da parte sua cosa fa quando ci consacriamo a Lei?
La consacrazione dona privilegi spirituali di prim’ordine.
Il principale effetto è la perfetta trasformazione in Maria, che è lo “stampo di Dio”. Chi viene gettato in questo stampo divino viene presto modellato e formato in Gesù Cristo e Gesù Cristo in lui, in poco tempo e con poca spesa, veniamo “deificati”.
La consacrazione produce anche la spoliazione di se stessi e dei propri vizi, radica nell’umiltà perché si imita la condotta della Trinità in Gesù che è rimasto alle dipendenze di Maria per trent’anni. L’anima avrà la massima assistenza da parte di Maria, perché Ella ricambia la nostra devozione verso di Lei in modo ancor più grande di quanto farebbe per un semplice devoto. In questo modo impreziosisce, abbellisce, nobilita tutte le azioni dell’uomo che sono misere e piccole per se stesse e procura a Dio la massima gloria perché tutto è offerto a Dio da Maria la quale sa dove ed in che consiste la gloria di Dio. Inoltre, Maria conduce più facilmente, più brevemente, più sicuramente all’unione con Gesù che è il vero obiettivo di perfezione del cristiano. 
La consacrazione, infine, conferisce all’anima una grande libertà interiore: si tratta di uno degli effetti più meravigliosi della consacrazione, ovvero la liberazione dell’anima dagli scrupoli e da tutti i pesi: l’anima si conserva bella, leggera e libera e procura al prossimo i più grandi beni in quanto la consacrazione è un mirabile mezzo di devozione costante e di perseveranza nel bene.

 

• Una volta che mi sono consacrato a Maria, come devo alimentare questo legame? A quali impegni mi obbligo?
Per alimentare il legame con Maria Santissima che si stabilisce con l’atto di consacrazione emesso validamente occorre, sostanzialmente, curare la preghiera, la formazione e l’apostolato mariano. Per andare più nel pratico si possono enucleare alcuni basilari impegni di vita come:
 

- recita di almeno una corona del Rosario al giorno;
- partecipazione frequente, meglio se quotidiana, alla Santa Messa oltre a quella domenicale e festiva;
- iniziare ad abituarsi alla orazione mentale (meditazione: questa pratica è molto importante per la crescita spirituale);
- confessione almeno una volta ogni quindici giorni. Ci si confessa non solo per la remissione dei peccati mortali, in quanto vi è una grazia sacramentale speciale nella Confessione, tale grazia corrobora ed irrobustisce il consacrato a Maria che vuole santificarsi; la Confessione è un prezioso aiuto nel cammino di santità; la Confessione è uno strumento esorcistico e ci permette di liberarci dal male dei nostri vizi;
Per quanto riguarda poi la formazione mariana, ciascuno, nell’ambito dei propri impegni di lavoro e familiari, deve trovare sempre uno spazio di tempo da dedicarle compatibile con tali doveri. È importante che vi sia un legame giornaliero e non passi giornata in cui non vi sia stata una lettura mariana, l’aver ascoltato una piccola e breve riflessione mariana, l’aver visto un video, una trasmissione mariana. Come per la formazione, anche per l’apostolato mariano vale lo stesso principio: non trascorra giorno che non si sia fatto un piccolo atto, una piccola cosa per portare la Madonna agli altri, per accendere nei fratelli la devozione alla Madre Immacolata, fosse anche donare una medaglietta, un’immaginetta, inviare una frase mariana (per esempio tramite WhatsApp o qualche altro mezzo tecnologico) a qualche persona che faccia parte della propria cerchia di conoscenze.

 

• Sappiamo che ci sono diverse scuole di consacrazione a Maria... come scegliere?
Tra le scuole e formulazioni di consacrazione mariana potremmo indicarne due che si impongono su tutte le altre, almeno nel nostro tempo e alla luce di tutto il lungo trascorso di pratica di questa forma di devozione mariana. Sono quella di san Luigi M. Grignion di Montfort e quella di san Massimiliano M. Kolbe.
Il vantaggio della scuola kolbiana è quello di assumere il meglio della teologia montfortana perfezionandola e attualizzandola alle esigenze dei nostri tempi. 
Per esempio, mentre san Luigi concepisce la consacrazione come un deposito nelle mani della Madonna dei nostri beni e dei nostri meriti affinché Lei se ne serva per dare gloria a Dio e per accrescere i nostri meriti, san Massimiliano la intende come disponibilità incondizionata per le battaglie sempre più vive contro il male ed il peccato. Vi è qui una chiara sfumatura militarizzante: l’anima si consacra per divenire strumento di grazia e di misericordia nelle mani di Maria. Da “statica”, così, la consacrazione diviene “dinamica”. Si tratta di una cavalleria spirituale mariana: in forza di un amore illimitato, la consacrazione diventa un’avventura spirituale per la salvezza di tutte le anime. Un’anima consacrata dovrà ricercare questo atteggiamento e mettersi in prima linea dove la battaglia infuria. La consacrazione diventa più sociale attraverso san Massimiliano rispetto alla formulazione di san Luigi.

 

• Quali sono i migliori testi per scoprire questo dono? E per conoscere Maria Santissima?
Un piccolo elenco delle principali opere su Maria Santissima e sulla consacrazione mariana provenienti da santi o altre figure illustri della Chiesa, potrebbe essere il seguente:


1) San Luigi M. Grignion de Montfort: Trattato della vera devozione a Maria; Il Segreto di Maria; Il segreto meraviglioso del Santo Rosario;
2) Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, Le glorie di Maria;
3) San Tommaso da Kempis, L’Imitazione di Maria;
4) Venerabile Maria d’Agreda, La Mistica Città di Dio;
5) Gli scritti mariani della mistica Maria Valtorta;
6) Giuseppe Schryvers, La Madre mia;
7) Padre Emilio Neuber, Il mio ideale: Gesù Figlio di Maria;
8) Padre Severino Ragazzini, Maria vita dell’anima (questo libro ci fa vedere come la Madonna guida, nelle tre tappe del processo di santificazione, le anime che si sono consacrate a Lei);
9) San Bernardo da Chiaravalle, I Sermoni mariani;
10) San Massimiliano M. Kolbe: gli scritti mariani che costituiscono la sintesi aggiornata del plurisecolare pensiero mariano sulla consacrazione alla Madonna.
11) Padre Stefano M. Manelli: scritti e opere sulla Madonna e sulla consacrazione mariana.


L’elenco sopra stilato potrebbe certamente essere ampliato e completato ma quelle indicate sono delle opere senz’altro di rilievo ed efficaci per conoscere il mistero di Maria Santissima e il valore della consacrazione mariana.

 

• San Luigi M. Grignion intitola il suo famoso libro “La vera devozione a Maria”. Perché? Può esserci anche una “devozione falsa”?
Sì, possono e di fatto esistono falsificazioni della vera e corretta devozione alla Madonna.
La consacrazione, invece, stabilisce nella vera devozione a Maria con le seguenti caratteristiche: interiore, tenera, disinteressata, santa e costante. Una vera devozione a Maria, spiega san Luigi, deve avere queste cinque attitudini, qualunque scuola o formulazione si voglia prendere in considerazione, onde evitare le deformazioni del culto mariano che sono le seguenti:


- devozione critica 
- devozione scrupolosa
- devozione esteriore
- devozione presuntuosa
- devozione incostante
- devozione ipocrita
- devozione interessata.


La consacrazione è il coronamento di ogni forma di devozione a Maria, immette in maniera profonda il consacrato nell’autentica devozione mariana e, allo stesso tempo, lo allontana da quelle deformazioni del culto mariano che lo travisano.

 

• L’amore verso la Madonna si esprime imitando le sue virtù. Può sintetizzare le virtù praticate da Maria e in che grado?
San Luigi M. Montfort, nel suo Trattato, spiega come la consacrazione assunta con sincerità, conduca l’anima consacrata ad evitare il peccato e ad imitare le virtù della Vergine, in modo particolare le dieci virtù principali da Lei custodite:


- Umiltà profonda; 
- Fede viva;
- Obbedienza cieca a Dio;
- Orazione continua;
- Mortificazione universale;
- Purezza divina;
- Carità ardente;
- Pazienza eroica;
- Dolcezza angelica;
- Sapienza divina.


Queste sono solo le principali virtù di Maria ma non le sole. Ce ne sono tante altre. Se osserviamo la lista di virtù elencate, ci accorgiamo che gli attributi utilizzati quali “eroica”, “angelica”, “divina”, ecc., sono caratterizzazioni spirituali che indicano totalità. Tutte le virtù della Madonna sono ineguagliabili: non riusciremo mai a raggiungere quelle vette, però ci possiamo avvicinare e ad esse dobbiamo tendere. Lo sforzo nel praticare con assiduità queste virtù scolpisce Maria nel cuore e nell’anima consacrata.

 

• Nel campo della consacrazione, è famosa la formula “fare tutto con Maria, per Maria, in Maria, per mezzo di Maria”. Potreste spiegarla brevemente in pratica?
In poche e concise parole, la consacrazione prevede una pratica interiore oltre che una esteriore che è la dimensione principale di esercizio di questa forma di devozione e consiste nel compiere tutte le azioni per mezzo, con, in e per Maria: in pratica – spiega san Luigi Grignion – occorre andare a Gesù per Maria, con la di Lei intercessione, avvalendosi del credito di Maria presso di Lui e non pregando mai senza di Lei.  
Precisiamo ulteriormente: l’espressione
- per mezzo di Maria: significa imparare ad agire sempre, comunque, ovunque, qualunque cosa si faccia, si dica o si pensi in unione con le intenzioni dello spirito di Maria.
- con Maria: che bisogna prendere la Madonna come modello perfetto delle proprie azioni;
- in Maria: che ci si deve raccogliere dentro di sé per formare, a poco a poco, una immagine spirituale di Maria stessa;
- per Maria: che, essendo l’anima schiava di questa augusta Regina, non deve lavorare che per Lei, a suo vantaggio, per la sua gloria come fine prossimo e per la gloria di Dio come fine ultimo, per poter poi compiere le azioni più perfettamente per mezzo di Gesù Cristo, con Gesù Cristo e per Gesù Cristo.

 

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